Il Tirreno

Marmotec rinnova la sfida al mondo: business e cultura

di Cinzia Carpita

Materia prima e tecnologie, oltre duecento espositori da tutto il mondo. Le aziende apuane in prima fila

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CARRARA. Conto alla rovescia per la fiera internazionale Marmotec, dal 23 al 26 maggio, con 245 espositori, 15 Paesi stranieri (il 20% degli espositori) e la previsione di moltissimi visitatori stranieri che hanno preso contatti sul web della Imm e con aziende lapidee con lavorano con l’estero. Quelle apuane saranno presenti in massa all’appuntamento che farà da cartina di tornasole sull’andamento del comparto, sia per quanto riguarda i materiali che per i macchinari.

I clienti arriveranno, come hanno spiegato Giorgio Bianchini e Paris Mazzanti, rispettivamente presidente e direttore di Cararrafiere, calamitati anche dal fatto che il distretto apuano del marmo registra un andamento anticiclico, cioè una contrazione meno forte di altri distretti. La biennalità della fiera sta funzionando, e non c’è l’ansia sul numero di visitatori, «in quanto – ha spiegato Bianchini – ormai da 3 o 4 anni in tutte le fiere di qualsiasi settore c’è una presenza di operatori qualificata. I grandi numeri nelle fiere specializzate non ci sono più». Osservatori pochi ma buoni, quattro giorni di permanenza e via: gli affari si fanno così. I contatti che interessano si concentrano.

Sono attesi operatori qualificati anche nell’area delle tecnologie che occupa il 50% dei padiglioni, che quest’anno hanno una diversa accoglienza logistica: l’area A e il padiglione B sono dedicati al marmo (anziché alle tecnologie), il padiglione C sarà misto e il D sarà tutto per i macchinari.

Arriveranno delegazioni dal Nord Africa, dal middle Est, da Turchia, Cina, Repubblica Ceca, Taywan e altri Paesi. Insomma da quasi tutto il globo.

Fra i visitatori molto attesi, gli architetti (anche tramite la Camera di commercio) provenienti da Italia, Europa, dalle Americhe, dal medio Oriente (l’Arabia Saudita è l’area al momento è più attiva al mondo per le costruzioni).

Mazzanti ha sottolineato il tandem vincente fra Marmotec e Marble Weeks, un ponte fra il mondo imprenditoriale e la cultura, fra Cararrafiere e la città. Se da una parte ci sono il business, la presentazione di Stone Sector, i convegni, dall’altra (fuori dalla fiera) c’è il contenitore che fa spettacolo. Un risultato che rende l’evento fieristico diverso (come a Milano col salone del mobile o a Torino col salone del libro). «Verona ci ha copiato» dice Mazzanti. «Ma noi – aggiunge Bianchini – abbiamo il nostro brand», cioè Carrara come marchio. «Vogliamo una Marmotec sempre più forte, con la componente del design e dell’architettura e con un centro storico che consente Marble Weeks, che quest’anno farà un salto di qualità». Difficile dire quale sarà la risposta dei consumatori finali di marmo. E’ la sfida di sempre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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