Il presidio
Ecco l’acquedotto che toglie la sete ai vigneti del Candia
Pronta la nuova opera lunga 6.200 metri. Già 180 allacci Costata 740mila euro favorirà la Doc e i nuovi impianti
MASSA. Acqua per le vigne del Candia. Arriva il nuovo acquedotto agricolo che toglierà la sete alle colline e alle sue coltivazioni. E toglierà anche quelle brutture di vasche prese chissà usate come serbatoi d’acqua piovana.
Lungo 6.224 metri dotato di quattro pozzi a valle che si alimentano dalla falda scovata a 100 metri di profondità, di due serbatoi a monte collegati con i pozzi 200 metri più a valle tramite un sistema radio per il riempimento automatizzato, l’impianto sarà inaugurato sabato alle 11 in zona Madonnina lungo via dell'Uva con una breve cerimonia pubblica.
L’acquedotto è già oggi nin grado di servire aziende e attività agricole in via dell'Uva, via Ponte del Vescovo, via Renza. A testimoniare di quanto fosse atteso dai viticoltori della zona (aziende ma anche singoli produttori “artigianali”) ci sono già 180 contratti di allaccio già sottoscritti (a 250 euro l’uno). L’opera è costata 740mila euro di cui 500mila finanziati dalla Provincia attivando un finanziamento regionale e realizzato dall'amministrazione Pucci in poco più di due anni con un piano di lavoro coordinato dall'assessorato ai Lavori pubblici di Fabrizio Brizzi in collaborazione con Provincia, Coldiretti e Consorzio dei Produttori agricoli del Candia.
L'impianto – ha spiegato l’assessore Brizzi ieri nella conferenza stampa di presentazione – vanta le più moderne tecnologie per garantire risparmio energetico e una pressione costante lungo tutto il tratto, serve oltre 50 ettari di vigneto con un consumo presunto di 30-40mila metri cubi di acqua annui e potrà essere esteso a nuovi tratti del territorio non appena sarà possibile accedere a nuove fonti di finanziamento. È dotato, inoltre di tre pompe antincendio, indispensabili in una zona ad alta frqeuenza di incendi come il Candia.
«L'opera – dice con orgoglio l'assessore Brizzi - è un vanto di questa amministrazione che che è riuscita a realizzarla grazie alla fattiva collaborazione della Provincia e dei viticoltori della zona. Siamo partiti presentando un progetto esecutivo nel 2009 che si è guadagnato il finanziamento regionale con il massimo del punteggio e siamo andati avanti spediti con i lavori per dare una risposta concreta alle aziende di questo territorio che operano in un settore produttivo importante per l'economia locale».
«L'acquedotto - aggiunge presidente Roberto Verzanini, presidente del Consorzio produttori del Candia – è fondamentale per la coltivazione della vite, sia per la produzione Doc, sia per i nuovi impianti che necessitano di maggiori quantità d’acqua per attecchire. Esso favorirà anche nuove attività». Insomma: più vino e più buono.
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