Il Tirreno

Ritrova gli amici grazie al “Tirreno”

Ritrova gli amici grazie al “Tirreno”

La rimpatriata di un ingegnere di Rovigo, che nei primi Anni Cinquanta frequentò il convitto

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CARRARA. Grazie all’appello lanciato attraverso “Il Tirreno”, un gruppo di ex allievi del convitto Vittorino Da Feltre si è ritrovato alcuni giorni fa. Era stato l’ingegner Giuseppino Padoan, di Rovigo, a chiedere di poter rintracciare i suoi amici dei primi Anni 50. Aveva lasciato dei recapiti, è stato ricontattato, e così pochi giorni fa la bella rimpatriata. Un “raduno” - così lo definisce Padoan - dei compagni delle tre medie, sezione D, degli anni 1951-1954. «Lascio immaginare - racconta l’ingegner Padoan - l'euforia di quei ragazzini... di allora.Ora tutti pensionati, ma finora professionisti decorosi e padri di famiglia ed ora nonni a tempo pieno». Questi i nomi: Sergio Pasquini, Giuseppino Padoan,detto Pino, Pierluigi Milani,detto Gigi, Paolo Tenerani, Pier Giovanni Benassi, detto Gianni, Angelo Ricci, Cesare Marchi, Mario Luconi, Carlo Alberto Gattini,detto Gatto, Roberto Ratti, Silvano Tonelli, Lucio Valerio Merli.

Gli altri 10 hanno dato adesione all'iniziativa, ma si sono scusati dell'assenza a causa di impegni di famiglia e della lontananza. Scrive ancora Padoan: «Si sono presentati anche due cari amici delle superiori di allora e delle partite di pallacanestro dei tornei tra le scuole: Franco Menapace e Giancarlo Canapa. Dopo il primo riconoscimento e le prime informazioni sulle vicende di una vita intera, sui vari titoli di studio conquistati, sulle famiglie costruite, siamo andati in visita agli edifici delle scuole superiori di allora, nelle quali ci siamo divisi: Liceo Classico, Ragioneria, Geometri, Magistrali, Liceo scientifico, ed infine al Convitto Vittorino da Feltre, in via Verdi 12, casa di Pino per 8 anni, tra medie e liceo, venuto apposta da Rovigo dove abita. Cammin facendo abbiamo passate in rassegna le memorie degli amici assenti e di quelli ormai non più rintracciabili, Infine siamo andati a pranzo da Vittorio, dove ci siamo raccontati, abbiamo festeggiato gli organizzatori, prof. Sergio Pasquini e io stesso, e ci siamo dati appuntamento per gli esami di riparazione a settembre, quando gli attuali assenti dovranno sostenere gli esami da parte degli attuali presenti, che saranno severissimi, a suon di calici colmi di vino, che obbliga alla verità i mendaci, scioglie le lingue ai timidi e ridona il ricordo agli smemorati. Una giornata memorabile per la gioia di rivederci e per la viva speranza di non perderci più di vista».

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