Italia
Il giallo della porta aperta Franzoni chiama la polizia
Movimento notturno a un ingresso del retro ma le schede erano intatte al sicuro Le opposizioni si scatenano: commissariamento, la magistratura blocchi tutto
CARRARA. E’ un giallo il caso della porta del magazzino del Ced trovata aperta, di notte e subito segnalato alle forze dell’ordine da Nicola Franzoni, candidato a sindaco di Fli, che si trovava presso il municipio per un sopralluogo di persona.
Dal magazzino del Ced, il centro elaborazione dati, vi sono computer vecchi e nuovi, ma non materiale elettorale. Franzoni ha chiesto l’intervento della polizia, arrivata verso le 23,40 per gli accertamenti: in effetti, la porta era semiaperta, non forzata, e da una prima ispezione all’interno del centro elaborazione dati non ci sarebbero segni di intrusione. E a un primo controllo del responsabile del Ced, chiamato sul posto, non mancherebbe nulla. La porta è stata sicuramente aperta dall’interno, non si esclude una dimenticanza del personale comunale; dalla porta trovata semiaperta si accede anche ai piani superiori del municipio, ma la sala consiliare dove ci sono i faldoni elettorali, è presidiata giorno e notte dai vigili urbani, quindi se qualche ignoto avesse avuto intenzione di accedere a quel locale, sarebbe stato visto e bloccato. E in ogni caso i sigilli sono tutti a posto.
Gli uomini del commissariato hanno anche visionato il nastro delle telecamere che si trovano all’esterno del Comune, senza però trarne elementi sufficienti a dare forza all’ipotesi di un’intrusione.
Si vedrebbero persone in movimento nei pressi del Ced, ma le immagini in notturna non sono ottimali, comunque gli inquirenti non si sbilanciano e stanno proseguendo gli accertamenti.
Al momento non ci sono denunce a carico di persone. Sarà sentito anche Nicola Franzoni che ha fatto la segnalazione. Nessuna anomalia per quanto riguarda il materiale elettorale, custodito e al sicuro nell’altra ala.
Moltissime le reazioni. Questo nuovo episodio ha di nuovo infiammato il dibattito politico. Gianni Musetti della Destra tuona: «Intervenga la Procura e sequestri tutto. Gli chiederemo personalmente di venire in Comune con le forze dell’ordine e sequestrare tutto».
Da parte sua, Antonio Biggi della Lega Nord e il commissario provinciale Emanuele Canepa chiedono che il Comune venga commissariato e che si rivada al voto al più presto.
Magdi Cristiano Allam, presidente di “Io amo l’Italia”, il movimento federato con Identità Toscana che aveva come candidato a sindaco Cesare Micheloni, in una nota, anche quale parlamentare europeo, annuncia che chiederà «in tutte le sedi opportune che venga ripristinata al più presto la legalità e che vi sia massima trasparenza nel convalidare il risultato elettorale di Carrara».
Nicola Baruffi e Antonella Carusi, consiglieri provinciali del Pdl, chiedono il sequestro delle schede e il loro controllo «Troppe anomalie - sottolinea la Carusi - ci sono gli estremi per un commissariamento del Comune. Piena fiducia nella magistratura, auspichiamo che imponga il riconteggio».
Nicola Franzoni, da parte sua, dopo la notte movimentata, reitera la richiesta alla Magistratura «affinché sequestri immediatamente tutte le schede elettorali e il Governo commissari il Comune di Carrara. Le operazioni di voto e anche questa fase post elettorale sono state del resto dirette esclusivamente dai presunti vincitori: occorre ristabilire la legalità e il rispetto delle regole».
Paolo Vannucci del Pcl ritiene che sia d’obbligo «indire nuove elezioni».
(m.b.-c.c.)
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