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Fornace romana ipotesi fondi Piuss per non seppellirla

Fornace romana ipotesi fondi Piuss per non seppellirla

MASSA. È tra le mani dell’amministrazione la “patata bollente” delle sorti dei resti della fornace di epoca romana rinvenuti in piazza Mercurio. La Soprintendenza ha detto: la decisione di cosa fare...

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MASSA. È tra le mani dell’amministrazione la “patata bollente” delle sorti dei resti della fornace di epoca romana rinvenuti in piazza Mercurio. La Soprintendenza ha detto: la decisione di cosa fare spetta all’amministrazione. Che, per ora, non decide. Stretta da ragioni economiche, che consiglierebbero di chiudere di nuovo nel sottosuolo la fornace, da un parte; e da una crescente parte di opinione pubblica che ne chiede la visibilità, dall’altra.

La questione centrale diventa dunque capire quanto costerebbe mantenere in superficie quei resti. Ed è quello che il Comune sta cercando di accertare. «Abbiamo preso contatti con il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze, domani dovrebbe essere qui un pool di tecnici per valutare gli interventi possibili, anche da un punto di vista delle risorse economiche. È chiaro che se si trovasse il modo per lasciare aperto lo scavo a costi ragionevoli, noi saremmo favorevoli. Ma i pareri fin qui ascoltati indicano la soluzione della ri-copertura, anche perché mantenere alla luce i reperti pone un impegnativo problema di consolidamento delle strutture. Vedremo...», dice l’assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Brizzi. Il quale, a conferma del suo “siamo aperti a ogni soluzione”, aggiunge: «Stiamo pensando anche a possibili forme di finanziamento; una potrebbe arrivare dai 450mila euro del Piuss destinati al progetto della via Francigena: la strada del Pellegrino toccava anche piazza Mercurio».

Quanto ai problemi di viabilità, Brizzi dice: «Lo scavo non comprometterebbe il passaggio verso via Beatrice, abbiamo già fatto alcune valutazioni». Considerazioni che suonano come aperture alla soluzione “non sotterriamola” o, comunque, come una rinuncia a quella “fretta di cancellare i resti” di cui qualcuno ha accusato l’amministrazione.

Intanto, sui costi della eventuale operazione di mantenimento in superficie della fornace, sta lavorando anche l’architetto Nicola Gallo. «Ci sono due soluzioni possibili: un copertura degli scavi con una struttura aerea (una specie di tetto) e quella con una superficie trasparente, a livello della pavimentazione, che consenta di vedere gli scavi. Quest’ultima necessiterebbe anche di interventi particolari per la conservazione dei resti».

C’è poi la questione del negozio di frutta e verdura che si apre proprio sullo scavo. Gallo ipotizza un accordo bonario con il Comune per trasferire altrove l’attività e per usare quei locali a supporto della scoperta archeologica.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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