Il Tirreno

Fiocco rosa nel punto nascita soppresso

di Fabrizio Palagi
Fiocco rosa nel punto nascita soppresso

La puerpera ha partorito in appena 13 minuti dall’arrivo in ospedale prima di essere trasferita all’Opa di Massa

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PONTREMOLI. Ennesimo parto nell’ormai dismesso punto nascita del Sant’Antonio Abate, chiuso dopo molte vicissitudini, polemiche e proteste nel febbraio dello scorso anno.

Ad appendere simbolicamente il fiocco (stavolta di colore rosa) alle pareti delle sale che ospitavano la maternità, è una famigliola di Groppoli di Mulazzo, composta da mamma Maruska Pagani (39 anni), babbo Gianluca Lucchetti (40) e dal piccolo Joel (3) che adesso avrà la sorellina Cristal con cui giocare.

Un parto velocissimo, quasi da record, dato che Maruska Pagani, appena avvertite le prime contrazioni, si è fatta subito accompagnare in ospedale dalla sorella, per poi dare alla luce la figlioletta neppure un quarto d’ora dopo il suo arrivo all’ex reparto maternità.

Evitata, dunque, la nascita nell’ambulanza lanciata a tutta birra verso l’Opa di Massa, unico centro della provincia (e dintorni) “autorizzato” a ricevere le puerpere, a seguito della chiusura in serie dei reparti di ostetricia di Fivizzano, Carrara, ospedale civico di Massa, Sarzana e, appunto, Pontremoli.

Madre e figlia stanno benissimo e presto torneranno nella casa di Groppoli dove vive la famiglia Lucchetti-Pagani.

«Attorno alle 12,30 di martedì scorso - racconta con emozione Maruska Pagani - mi sono accorta che il parto era vicino, perciò mi sono fatta accompagnare all’ospedale di Pontremoli dove sono arrivata alle 13.05 e, dopo 13 minuti, la piccola Cristal è venuta alla luce. Devo ringraziare di cuore il personale sanitario dell’ostetricia che mi ha assistito con umanità e molta professionalità, peraltro come quello del reparto analogo dell’Opa di Massa. Per fortuna tutto è andato bene e così ho evitato di partorire in ambulanza, sull’autostrada, lungo il tragitto Pontremoli-Massa».

Nessuna polemica da parte della due volte mamma, ma si avverte che il pensiero di dover affrontare un lungo trasferimento in auto per arrivare in tempo all’Opa di Massa, di certo le ha attraversato la mente, con tutti gli interrogativi che esso comporta.

Infatti non sarebbe stata la prima volta, da quando (ormai 14 mesi fa) la maternità del Sant’Antonio Abate è stata soppressa, registrare una nascita in ambulanza.

Nel primi quattro mesi del 2012 sono tre le nascite avvenute nell’ex reparto di maternità o nel tragitto verso l’Opa, mentre nello scorso anno il computo si ferma a 6.

Fino a quando il reparto era operativo, le nascite annuali superavano di poco le 200 all’anno: non poco considerata la particolarità del territorio, ma cifra comunque ritenuta insufficiente da parte dei vertici della sanità regionale, per permettere al punto nascita di Pontremoli di continuare a esistere.

Con tale argomentazione, il 23 febbraio 2011 è stato decretato il suo de profundis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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