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«Senza defibrillatori impianti da bocciare»

«Senza defibrillatori impianti da bocciare»

Il cardiologo Cesare Tonini: non serve una specializzazione particolare per poterlo usare

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MASSA. «Il defibrillatore è importante. Il costo è minimo, al massimo 1.500, ed è in grado di salvare una vita. Per legge dovrebbe essere obbligatorio in ogni impianto sportivo, pena la revoca dell’idoneità della struttura. Io credo che sarebbe un passo importantissimo, che bisogna fare». A parlare è Cesare Tonini, consigliere provinciale e regionale della Fmsi (Federazione medico sportiva italiana) e specialista in medicina dello sport e cardiologia.

Il dottore aggiunge: «Il defibrillatore ha un sistema che ti avverte quando deve essere usato e soprattutto va in carica soltanto se ne ravvisa l’utilità. Con questo apparecchio non si fa male a nessuno. La spesa è minima, e poi in confronto a quello che può fare non c’è nemmeno da discutere».

E Tonini continua: «Poi l’importante è che quando c’è da rianimare un giocatore non ci sia la confusione che ho visto in campo a Pescara. Per carità, comprensibilissima, ma al pronto soccorso quando si fanno quelle manovre gli estranei vengono lasciati fuori. Occorre una figura che si prenda carico di questa incombenza, giusto per far lavorare con tranquillità chi presta i primi soccorsi».

Tonini avverte: «La morte improvvisa nello sport non potrà mai essere azzerata, questo è chiaro, ma le visite di medicina dello sport hanno contribuito a ridurla sensibilmente così come altrettanto ha contribuito l'attività della Fmsi in tale ambito. Credo sia essenziale, non solo con le parole, ma anche con i fatti che finalmente si dichiari, magari con una legge, contestualmente all'omologazione dell'impianto sportivo, l'indispensabilità della presenza di un defibrillatore funzionante, in ogni luogo in cui si pratica sport e che i dirigenti delle squadre siano formati per intervenire nel soccorso di base».

E il cardiologo conclude: «L'essenzialità della rapidità d'intervento nel soccorso è importante, tanto importante se si pensa che dopo poco più di tre minuti si entra nella morte cerebrale irreversibile. Questi fatti evincono ancora di più come siano essenziali gli accurati controlli che la medicina dello sport effettua nel momento dell'idoneità sportiva, controlli che se non presenti farebbe essere molto più salato il conto da pagare in tema di vite umane. Tali controlli sono essenziali, non solo per l'attività agonistica, ma lo sarebbero anche in quella non agonistica. Controlli che la nostra associazione ha sempre favorito e spinto a fare a qualsiasi età e ad ogni livello spingendo verso l'effettuazione di un elettrocardiogramma da sforzo e un Eco cuore, oltrechè con la visita medico sportiva e gli esami ematici di routine. Un elettrocardiogramma, tanto per intenderci dovrebbero farlo anche le persone che praticano attività ludico sportive. Insieme a un esame delle urine. La prudenza non è mai troppa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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