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Porta a porta, quasi tutti d’accordo

Porta a porta, quasi tutti d’accordo

Franzoni: meglio la raccolta differenziata interrata, e c’è un “cartello” del riciclo

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CARRARA. L’impegno chiesto da Legambiente era preciso: estendere il porta a porta a tutto il Comune e, in caso di risposta positiva, dove trovare le risorse. Con qualche distinguo, tutti si sono detti d’accordo nella necessità di estendere il più possibile sia la raccolta differenziata che il porta a porta. L’eccezione Nicola Franzoni di Fli, secondo il quale i sacchetti fuori della porta sono segni di degrado, meglio la raccolta differenziata interrata come a Firenze. Le risorse? Con i milioni in più dal marmo. Antonio Biggi della Lega ha nostrato dei rifiuti fuori dai cassonetti, o dei bidoni come ha osservato, per sostenere che sui rifiuti c’è molto da fare, sottolineando che chi lavora nel settore secondo lui sono «tutti raccomandati»: applausi di una parte della sala, putiferio e battibecco con un’altra parte. Suggerisce di fondere Amia, Asmiu, Cermec. Il sindaco Angelo Zubbani ha fatto notare che la differenziata in cinque anni è salita dal 15 al 40%, l’obiettivo è estendere il porta a porta il più possibile, ma già oggi i costi sono elevati e, ha sottolineato, c’è un “cartello” fra le ditte che acquistano i prodotti differenziati e di riciclo che non aiuta certo i bilanci; le risorse vanno trovate nelle pieghe del bilancio, bisogna fare delle scelte, ha aggiunto il sindaco. Secondo Claudia Bienaimè sì all’estensione, a patto che sia l’azienda al servizio dei cittadini. La strada è quella di ridurre la produzione di rifiuti, e ha proposto un concorso di idee, magari da affidare all’Accademia, per poter estendere il riuso dei materiali riciclati. Matteo Martinelli ha parlato di gestione fallimentare dei rifiuti, in riferimento a Erreerre e Cermec, e ha ribadito l’idea della strategia rifiuti zero, che prevede certemente di estendere porta a porta e differenziata a tutto il Comune, ma anche precise politiche di riduzione della produzione. Anche Paolo Vannucci concorda su rifiuti zero e differenziata, punta il dito sulla sovrapproduzione dei rifiuti. Giuseppe Costa chiede invece che l’importante è che non ci rimetta il cittadino, bisogna cioè fare in modo che le bollette diminuiscano, non che aumentino. Deciso sì al porta a porta anche da Lanmarco Laquidara, che suggerisce di realizzare qui un impianto per il trattamento meccanico biologico a freddo dei rifiuti, in project financing. I soldi si trovano anche secondo lui dal marmo e evitando di buttare via i soldi nelle partecipate. Elvino Vatteroni condivide la strategia rifiuti zero e sprona a sfruttare le biomasse per produrre energia, oltre che a premiare i cittadini per la differenziata. Cesare Micheloni invita a ridurre i rifiuti, a partire dalla plastica e con i prodotti a chilometro zero, dal latte ai detersivi, e anche l’amministrazione comunale dovrebbe acquistare materiali di riciclo.

(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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