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La disperazione di una madre «Voleva portarmi via il figlio»

La disperazione di una madre «Voleva portarmi via il figlio»

MASSA. Una brutta storia, appendice di un'altra brutta storia. Due nonni sono stati processati e condannati qualche tempo fa con l'accusa di essersi fatti riprendere con una telecamera dal loro...

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MASSA. Una brutta storia, appendice di un'altra brutta storia. Due nonni sono stati processati e condannati qualche tempo fa con l'accusa di essersi fatti riprendere con una telecamera dal loro nipotino mentre facevano sesso. Anche il figlio della coppia, padre del bimbo, è alla sbarra con l'accusa di aver maltrattato il bimbo per ritrattare le accuse che avevano fatto aprire un'indagine sui due nonni. Accusa tremenda se si considera che il piccolo ha raccontato - sia durante l'incidente probatorio sia in aula davanti al giudice Fabrizio Garofalo - di aver ricevuto delle minacce da parte del genitore.

Nell’ultima udienza è toccato alla madre raccontare come è stata la sua vita, e di conseguenza quella del piccolo, dopo la separazione dal compagno: «Una volta lo ha preso e lo ha portato sul terrazzo. Me lo ha mostrato dall’alto quasi volesse farmi credere che lo poteva buttare giù da un momento all’altro». Neppure il tempo per riprendersi che pm, giudice e avvocati ne hanno sentita un’altra: «Mi ha detto che avrei rivisto mio figlio dentro una bara». Il primo a restare sconcertato è stato l’avvocato della signora, parte civile in questo processo, Riccardo Balatri: «Non sapevo che avrebbe detto quelle cose in aula. Del resto è stato il giudice a volerla sentire. Siamo rimasti tutti choccati».

Ma perché dopo i nonni, condannati in primo grado, anche il padre è finito alla sbarra? Sono stati i racconti del bambino a far aprire i due fascicoli. Riguardo al genitore ha detto che una volta gli ha messo una pistola sulle gambe (il piccolo sostiene che il padre faccia come secondo lavoro il sorvegliante, ma è tutto da dimostrare, e per questo ha un'arma), «un’altra mi ha portato in una località montana e mi ha fatto scendere dalla macchina dicendomi che mi avrebbe lasciato lì se non ritiravo tutto quello che avevo detto». L'uomo comunque era riuscito a far parlare il bimbo e aveva registrato tutto quello che stava dicendo («non è vero che i nonni erano nudi») con il cellulare. Poi aveva consegnato quella che riteneva essere una prova agli assistenti sociali. Invece di scagionare i genitori però viene indagato pure lui, perché la registrazione secondo i servizi e la magistratura è decisamente pesante e vede il piccolo nel ruolo della vittima.

La prossima udienza si terrà a fine aprile.

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di Redazione web