Con l’arrivo di Gaia enigma per 2 tecnici di Lunigiana Acque
AULLA. Ancora una settimana e sarà Gaia, società interamente pubblica, a gestire le risorse idriche dei Comuni di Aulla,Podenzana e Tresana. Tramontata definitivamente la possibilità che sia l’attuale...
AULLA. Ancora una settimana e sarà Gaia, società interamente pubblica, a gestire le risorse idriche dei Comuni di Aulla,Podenzana e Tresana. Tramontata definitivamente la possibilità che sia l’attuale gestore, Lunigiana Acque, a proseguire fino al 2020, possibilità che era parsa di difficile percorribilità già da fine luglio, quando il socio privato della spa largamente maggioritario in quanto a quote, aveva stabilito di procedere verso il taglio di Lunigiana Acque, il 1º aprile si apre l’era di Gaia, con tutte le incognite che la novità porta con sé.
E se le incognite che interessano ai cittadini riguardano, soprattutto, le bollette, di non minore importanza è la vertenza occupazionale attualmente sul tavolo.
Di buono c’è che tutti i sedici dipendenti in forza a Lunigiana Acque passeranno con Gaia e addirittura uno di essi che aveva un contratto a tempo determinato, verràassunto in pianta stabile. Però, rimane sul tappeto la possibilità che due dei sedici dipendenti vengano trasferiti a Carrara, visto che Gaia spa sarebbe intenzionata a lasciare ad Aulla soltanto uno sportello informativo: quindi, la maggioranza dei dipendenti rimarrebbe qui, mentre due potrebbero essere costretti a prendere la strada di Carrara, dove Gaia ha gli uffici operativi.Questo per quanto concerne l’occupazione, ma in queste ore anche le acque della politica locale paiono essere agitate attorno alla questione Gaia.
Infatti, i soliti bene informati sostengono che il sindaco Roberto Simoncini sia destinato a ricoprire un incarico ai vertici di Gaia, visto che il ventilato futuro approdo come assessore alla Provincia pare essere stato messo a repentaglio dal probabiledepotenziamento degli enti Province.
Interpellato telefonicamente in proposito, il primo cittadino respinge le voci, ritenendo che l’ipotesi sia priva di fondamento, ma chissà che fra due anni, quando scadrà il secondo mandato da sindaco e Simoncini non si potrà più ricandidare ad Aulla, l’ipotesi non diventi maggiormente percorribile.
Ricordiamo che nel 2010, attorno a Ferragosto, esplodeva fragoroso ad Aulla il malcontento per le bollette dell’acqua pervenute agli utenti, poiché queste recavano un avviso in cui si spiegava che si sarebbe dovuta pagare una maggiorazione di 66,86 euro a titolo di deposito cauzionale.
Il tutto ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della convenzione stipulata fra la Lunigiana Acque spa e il Comune di Aulla nel 1996, ai tempi in cui era sindaco Lucio Barani.
Ma in tanti, giustamente, si erano chiesti: perché applicare questo articolo ben quindici anni dopo la stipula della convenzione?Come risultato gli utenti si autoridussero le bollette, supportati dall’amministrazione comunale, dal gruppo consiliare “Idee in Comune” e dalla Lega Nord.
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