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La Provincia sfratta l’Asl dall’Itis Galilei di Avenza

La Provincia sfratta l’Asl dall’Itis Galilei di Avenza

Dopo le segnalazioni di Cesare Micheloni e altre irregolarità riscontrate, le sei aule per la formazione sanitaria tornano nella disponibilità dell’istituto

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CARRARA. L’Asl è stata “sfrattata” dall’Itis Galilei di Avenza, dove aveva allestito sei aule per i suoi corsi di formazione. E’ una delle notizie che emerge attraverso il dossier raccolto da Cesare Micheloni, consigliere provinciale e candidato a sindaco di Identità Toscana, che ormai da tempo si è preso a cuore il destino dell'istituto scolastico di Avenza. Nella sua disanima, spiega che ci sono quattro situazioni anomale all'interno dell'istituto. Innanzitutto, il collegio dei periti industriali, laureati e non, che occupa circa 65 metri quadrati, con un ingresso autonomo; a quanto risulta a Micheloni, il collegio ha stipulato una convenzione con la Provincia, nella quale, a fronte della concessione dello spazio, si impegnava a istituire una borsa di studio ogni anno, da 1.500 euro. La borsa di studio, segnala la Provincia rispondendo alle interpellanze di Micheloni, è proseguita fino al 2009, poi la convenzione è scaduta e la borsa di studio non è più stata concessa. Insomma, secondo Micheloni occupano quegli spazi in maniera illegittima.

Non è finita, c’è anche l’alloggio a uso abitativo, di circa 60 metri quadrati, occupato - ha un ingresso autonomo esterno - dalla figlia dell'ex custode, deceduto a gennaio 2010: «L'abbiamo scoperto, come commissione lavori pubblici della Provincia durante un sopralluogo; dal 1999 erano dentro senza contratto, non pagavano affitto o utenze, hanno fatto un accordo per i cinque anni pregressi, e un forfait per le utenze domestiche. Se non ci fossimo andati noi nel 2009, le cose sarebbero andate avanti senza alcun introito chissà fino a quando: certamente non chiedo che vengano sfrattati la figlia e la nipote dell'ex custode ma che almeno si faccia chiarezza e si decida come operare».

Ed eccoci all’Asl: «Sempre durante quel sopralluogo - racconta - avevo chiesto di andare al piano superiore: mi ero insospettito vedendo il cartello indicatore "Asl". Avevo poi presentato un'interrogazione, e mi era stato risposto che l'Asl occupava sei aule, ma che l'amministrazione provinciale era all'oscuro, visto che il contratto era stato stipulato fra Asl e istituto stesso, con durata annuale, e il pagamento di mille euro al mese; i consumi delle utenze dell'Asl non vengono rendicontati. In commissione mi era stato detto che l'Asl aveva modificato all'interno la disposizione delle aule, e che quindi le certificazioni di agibilità non erano più valide». Non è finita: «E c'è la palestra, tuttora chiusa dal terremoto del 27 gennaio, su segnalazione della società di pallavolo femminile che fece notare la presenza di nuove crepe; in realtà non sarebbe una situazione preoccupante, ma per precauzione la palestra è chiusa. E a margine della circostanza, sono venuto a sapere quanto pagano le società sportive alle direzioni scolastiche, all'ora: tre euro. Vi sembra normale?». Ma come detto, qualcosa sta cambiando: «Il 5 marzo scorso ho fatto richiesta della documentazione relativa sia alla certificazione di sicurezza - in particolare antincendio - sia alla situazione generale dell'istituto a fronte delle molte anomalìe riscontrate. E il 12 marzo, ecco che la Provincia, a nome della dirigente del settore dottoressa Claudia Bigi, mi ha comunicato di aver deciso di sfrattare l'Asl, che entro il 30 giugno dovrà lasciare l'immobile. Singolare la motivazione: "Da un sopralluogo effettuato da tecnici funzionari di questa amministrazione è emerso che alcuni degli spazi all'interno dell'istituto sono in uso all'Asl senza che questa amministrazione ne abbia autorizzato l'occupazione". E aggiungo io che non ne era neppure a conoscenza, se non attraverso l'articolo di giornale che era uscito l'anno scorso e che aveva segnalato la presenza dell’Asl». (m.b.)

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