Il Tirreno

Chiesa in via Pisa, al via la demolizione Due anni per rifarla

Dopo le polemiche, ecco le ruspe a San Giuseppe Vecchio L’edificio era stato dichiarato inagibile nel 2004

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MASSA. Oggi è il giorno clou: quello in cui i parrocchiani potranno lanciare l’ultimo sguardo alla loro chiesa. In via Pisa arrivano le ruspe. È il momento più doloroso per chi in quell’edificio, inagibile da 8 anni, vede non solo un luogo di preghiera, ma anche di identità e storia.

Fra due anni, due anni e mezzo - almeno così spera la curia - le campane torneranno a suonare, in un nuovo e organico centro parrocchiale: non solo una nuova chiesa, ma anche spazi di confronto e aggregazione. Il cantiere è già ben delimitato e all’interno dell’edificio ben poco è rimasto. La vecchia chiesa, progettata e realizzata dal prete architetto Don Angelo Verri, rimarrà impressa nelle foto e nella memoria di chi lì ha visto scanditi i momenti più importanti della propria vita. E arriverà una nuova e più moderna struttura.
I lavori - spiega Don Luca Franceschini, incaricato dalla Curia per i beni culturali - dureranno un paio d’anni circa. Poi i fedeli potranno abbandonare il salone parrocchiale e tornare a pregare in chiesa. La demolizione (parziale) comincerà oggi e proseguirà per giorni. Il via libera definitivo è arrivato dal Comune nel settembre scorso: i pareri di tutti gli enti competenti, dall’Asl ai vigili del fuoco, già c’erano. Una demolizione dolorosa, a dire il vero, tanto che dopo il “si” di Palazzo civico 150 cittadini hanno espresso il loro dissenso firmando un documento in cui chiedevano il recupero e la ristrutturazione dell’esistente.

La curia, però, ha chiarito più volte che il consolidamento sarebbe costato più della nuova costruzione e non avrebbe comunque garantito la stabilità di un edificio con importanti problemi strutturali e inagibile dal 2004 nè - aggiungeva don Luca - avrebbe preservato il progetto originario. Del resto anche la Soprintendenza ha ritenuto di ritirare la proposta di dichiarazione d’interesse. Insomma, per i tecnici la chiesa non ha valore artistico, sulle sue ceneri può nascerne una nuova. Funzionale e con una serie di spazi aggregativi. A cui il valore aggiunto sarà garantito dall’affetto dei fedeli. (c.s.)

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