Il presidio
«Valigie di soldi alle cave? Il sindaco vada alla Finanza»
CARRARA. «“I cinesi arrivano con le loro valigette strapiene di soldi e comprano blocchi e persino pareti di marmo. C’è chi si arricchisce perché i cinesi pagano in contanti”. Potrebbe sembrare il...
CARRARA. «“I cinesi arrivano con le loro valigette strapiene di soldi e comprano blocchi e persino pareti di marmo. C’è chi si arricchisce perché i cinesi pagano in contanti”. Potrebbe sembrare il solito luogo comune o una leggenda metropolitana, invece – sottolinea Cesare Micheloni, candidato a sindaco di Identità Toscana – sono parole del sindaco uscente Angelo Zubbani, apparse sul quotidiano Il Tirreno. C’è da restare a dir poco allibiti, vista la paternità dell’esternazione, perché Zubbani, affermando che i cinesi arrivano con paccate di contanti, da una parte conferma l’esistenza del “nero alle cave”, un cancro per l’economia locale e per le casse dello Stato, e dall’altra “certifica” una gravissima violazione delle norme sull’antiriciclaggio, che fissano limiti strettissimi alla circolazione del contante. A sostegno di un altro logoro luogo comune, quello che recita che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, c’è la constatazione, sempre da parte di Zubbani, che “la maggior parte delle aziende sono andate ko, ma c’è chi si è arricchito perché i cinesi pagano in contanti”, come dire - prosegue Micheloni - che si diventa ricchi solo grazie al pagamento in contanti! Forse il sindaco farebbe bene a riferire alle autorità competenti tutti i dettagli, perché un pubblico ufficiale ha il dovere di denunciare ogni ipotesi di illecito di cui sia a conoscenza. Per quanto ci riguarda – conclude Micheloni – presenteremo un esposto alla Guardia di Finanza affinché venga ascoltato Zubbani e venga aperta un’indagine accurata».
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