Il presidio
I parrucchieri cinesi sbarcano in via Roma apertura fra un mese
E intanto è già polemica per il salone low cost sul viale Musetti (Destra): così non tutelano i nostri commercianti
CARRARA. I parrucchieri cinesi sbarcano in città, nella centralissima via Roma: il loro salone aprirà il mese prossimo, nel fondo dove fino a poco tempo c'era il negozio di Intimissimi (che si è trasferito a Marina).
Un nuovo parrucchiere low cost che andrà ad aggiungersi a quello sul viale XX Settembre, di imminente apertura, e ad affiancarsi a quello che sta facendo il pieno di clienti oltreFoce, nel centro di Massa.
I lavori nel fondo di via Roma inizieranno a breve: in questo caso i parrucchieri cinesi sono quelli che hanno già un negozio alla Spezia e avrebbero scelto la nostra città per il passaggio di gente che hanno notato in centro. Una decisione, e una prossima apertura destinata a far discutere visto che i prezzi al ribasso applicati nei saloni d'Oriente (tanto per fare un esempio per una piega dai cinesi si spendono dai 7 al massimo ai 10 euro, contro i 14 o 20 richiesti nei prezzi a listino degli altri saloni).E già per il negozio di viale XX Settembre c'è già chi ha sollevato il problema della concorrenza sleale.
Musetti (Destra): un colpo al commercio
«L'arrivo sul viale XX Settembre di una nuovo parrucchiere "made in Cina" è l'ennesimo duro colpo contro i nostri commercianti. I nostri parrucchieri sono costretti da accordi di categoria che ingessano la concorrenza e che devono essere rispettati anche per le continue visite fiscali. Invece, questi esercenti cinesi, con strumenti che ancora non comprendiamo, riescono ad avere prezzi che per gli italiani non solo sono impossibili, ma significherebbero una immediata visita dell'agenzia dell'entrate - scrive Musetti - E' solo un parrucchiere, alcuni potrebbero dire, senza comprendere che è un ennesimo segnale che ci avvia a tempi ancora più difficili e di conflitto. Chiederemo quindi - conclude il consigliere della Destra - un incontro con il sindaco e con la Confcommercio insieme a molti parrucchieri di Carrara già da tempo sul piede di guerra. Non vogliamo difendere una casta o una categoria, ma il diritto dei nostri imprenditori a non essere vittime dell'assenza di una strategia politica per rilanciare e per difendere la città e i suoi lavoratori».(a.v.)
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