Italia
Colto da un infarto mentre lavora in giardino Muore notissimo architetto
Nildo Vanelli, professionista e insegnante al liceo Gentileschi, stava dando fuoco ad alcune sterpaglie: inutile la corsa al pronto soccorso, dolore e cordoglio
Dramma nel tardo pomeriggio di ieri: a causa di un malore, un infarto che lo ha colpito in giardino mentre era intento a dare fuoco ad alcune sterpaglie, è deceduto il notissimo architetto carrarese Nildo Vanelli, 58 anni, titolare di uno studio professionale e insegnante di “progettazione architettonica”, in sostanza il docente che formava gli studenti nell’indirizzo di architettura, al liceo artistico Artemisia Gentileschi.
Erano circa le 18,30 quando è stato dato l’allarme da parte della moglie, la dottoressa Rosanna Rossetti, psicologa dell’Asl; subito arrivata sul posto, il personale di servizio del 118 ha trovato l’architetto esanime, privo di vita, a fianco del fuoco. Non era chiaro sul momento se fosse stato soffocato dal fumo, dopo il primo tentativo di rianimarlo sul posto è stato trasferito al pronto soccorso e, nonostante tutte le cure dei medici, è deceduto, fra lo strazio dei congiunti e degli amici subito giunti all’ospedale.
L’architetto Vanelli aveva uno studio con il fratello architetto Andrea, e lascia un figlio, Simone, anch’egli architetto premiato pochi giorni fa al concorso “Tesi per Carrara”. La casa in cui abitava, il caratteristico cubo policromo sul viale a Sant’Antonio (a fianco della pizzeria Sonia) se l’era progettata lui stesso.
Un dramma consumatosi in poco tempo, la ferale notizia si è diffusa in fretta e ha provocato dolore e sconforto. Commosso il ricordo del preside Gino Cappè, alla guida del Gentileschi fino allo scorso settembre: «Al mio insediamento dodici anni fa, fui il primo, dei non parenti stretti, a telefonargli per sentire com’era andata l’operazione al cuore, un by-pass, e di questo ne parlavamo sempre. La prima cosa che viene da dire è che era un insegnante di professionalità eccellente, e una sua caratteristica era la capacità relazionale, educativa che riusciva ad instaurare con gli studenti; studenti che anche dopo il diploma lo continuavano a cercare con affetto e stima; Nildo era solito “girarmi” gli sms dei suoi ex studenti, dimostrazione di affetto e stima che condivideva con me. Alcuni di questi sms li ho conservati. Ero anche alla festa di laurea del figlio Simone, oltre alla stima reciproca si era creata un’amicizia vera. Una terribile notizia, davvero inaspettata: sapevo che stava bene, e ogni volta mi diceva che era andato tutto bene ai controlli».
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