Il Tirreno

Più di mille firme per dire no ai tagli alle ore di assistenza

Mobilitazione delle famiglie con ragazzi in età scolare con problemi di disabilità, lunedì l’incontro con il sindaco

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CARRARA. Hanno raccolto oltre mille firme, una grande mobilitazione davanti alle scuole, nei negozi, fra la gente: obiettivo, rendere davvero consistente il sostegno alla petizione dal nome esplicito: “I diritti e la dignità non si cancellano”. Nel mirino, i tagli delle ore di assistenza ai ragazzi in età scolare con problemi di disabilità, garantite dagli operatori ose (operatori socio-educativi), osa (socio-assistenziale) e oss (socio sanitario). Tagli che non riguardano però solo le ore in orario scolatico, ma nello specifico, gli aiuti pomeridiani. Secondo i promotori della petizione, siamo di fronte ad una vera e propria emergenza: i tagli (dell’ordine complessivamente, su base annua, delle migliaia di ore) rendono sempre più difficile la vita delle famiglie.

L’argomento è già stato oggetto di varie proteste nelle scorse settimane, ma adesso è stato chiesto un incontro al sindaco, e il primo cittadino ha dato la disponibilità ad un incontro, che si terrà lunedì alle 16,30 a palazzo comunale.

Ma vediamo il testo della petizione: «Il Comune di Carrara con una serie di atti politici ed economici ha ridotto drasticamente i fondi per l’assistenza scolastica, domiciliare e per l’aiuto alla persona. Il Comune non ha tenuto conto delle situazioni individuali ambientali e/o di gravità ma ha imposto un taglio lineare e indiscriminato».

E aggiungono: «Riteniamo che sia stata violata la legge 104/92, che nell’articolo 1 ricorda che la Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società»; e ancora, spiegano, la legge prevede che la Repubblica «previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali; persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata; predispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata». Non solo, scrivono: «Riteniamo che il comportamento del Comune abbia palesemente violato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Onu il 13-12-2006 firmata dall’Italia il 30-03-2007 e ratificata a febbraio del 2009». In definiva, i firmatari chiedono «che vengano ripristinate tutte le ore scolastiche e domiciliari che sono state tagliate e che stanno creando effetti gravissimi sia sul “Progetto di vita” del disabile che sulla qualità di vita dei familiari. Chiediamo che il Comune si faccia veramente carico dei diritti e della dignità dei bambini e degli adulti disabili e delle loro famiglie come d’altra parte le normative vigenti prevedono». 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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