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Terme di San Carlo Vichi vuole vendere Intanto arriva la Cig
Ditta emiliana pronta a far ripartire l’imbottigliamento Ma sugli stipendi arretrati ci sono poche speranze
MASSA
Partirà oggi la richiesta di concessione della cassa integrazione in deroga per i sette lavoratori della SanCarlo. È l’unico, magro risultato concreto dell’incontro fiume che si è tenuto ieri al tavolo della Prefettura sulla vicenda del polo termale-minerale diSanCarlo. Per la prima volta, dopo mesi, all’incontro ci sono anche i titolari della Vichi, la holding romana che nel 2007 acquistò le terme e l’impianto di imbottigliamento, promettendo 15 milioni di investimenti in tre anni per il rilancio di SanCarlo. La presenza della famiglia Vichi e del loro legale serve però soltanto a confermare quanto già si temeva e si sapeva da tempo. E cioè che il gruppo – alle prese con gravi difficoltà economiche (a loro volta scaturite dall’indagine per bancarotta ed evasione fiscale che nel 2010 portò all’arresto di alcuni dei titolari della società e al sequestro di immobili per 15 milioni) – intende mollare SanCarlo. Con quale procedura, cioè se attraverso la dichiarazione di fallimento, tramite un percorso di concordato preventivo, o con una semplice vendita, non è ancora chiaro.
Più chiara appare l’intenzione della Pro-Farm, azienda parmense di distribuzione di prodotti di uso farmaceutico, la principale committente dell’impianto di imbottigliamento, di entrare in questa partita. Presente al tavolo con un suo consulente, la società emiliana si è detta disponibile ad affittare l’impianto per fare ripartire la produzione e per valutare, in prospettiva, l’acquisizione dell’impianto. La Pro-Farm ha in sostanza ordinato 1,5 bottglie di acqua SanCarlo (ricordiamo che stiamo parlando di una minerale naturale considerata fra le migliori d’Italia) e ha interesse alla ripartenza della produzione.
Ad ogni modo, tutti i progetti di rilancio del polo termale – si parlava di un albergo da 40camere , di un centro benessere, due piscine, del raddoppio delle bottiglie commercializzate – restano nel cassetto. E con essi, i sogni di restituire al borgo di SanCarlo quella vitalità turistica e culturale di cui godeva un tempo.
I problemi del presente sono altri: la questione degli stipendi per i dipendenti della SanCarlo, ad esempio, senza busta paga da ormai quattro mesi. I titolari della Vichi hanno fatto capire di non essere al momento in grado di fare fronte a questo impegno.
Comunque, la trattativa va avanti: tra 20 giorni previsto un nuovo tavolo per fare il punto su Cig, passaggio di proprietà, pagamento stipendi.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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