Rsa in via Marina Vecchia, aut aut della Fondazione
La Pelù compra un’intera pagina pubblicitaria per informare i cittadini La struttura per anziani è attesa dal ’99, ma l’Asl non l’ha ancora realizzata
MASSA
La popolazione apuana invecchia e una Rsa ( residenza sanitaria assistita) servirebbe più che mai. Di private ce ne sono parecchie. Di pubbliche in Provincia ne abbiamo due: la Ascoli a Massa e la Regina Elena a Carrara, ma la richiesta è in aumento. Dovremmo averne, in realtà, e dal 1999, una terza, con 40 posti letto in via Marina Vecchia. Nei locali ceduti dalla fondazione Pelù all’Asl, con l’avallo della Regione, per quel preciso scopo. Ma di Rsa neppure l’ombra e, dopo anni, la fondazione ci tiene a chiarire che di responsabilità non ne ha (anzi, è soggetto danneggiato), chiede che la residenza sorga e che gli impegni assunti siano rispettati: «Il venir meno della fede pubblica sarebbe un duro colpo per la credibilità delle istituzioni e costringerebbe la Fondazione ad invocare la tutela dei propri diritti in tutte le sedi competenti». Piera Teresa Pelù, presidente del cda, scrive una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi, alla direttrice generale dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis e al sindaco Roberto Pucci (anche come presidente della conferenza dei sindaci). Ma perchè tutti i cittadini sappiano come stanno le cose, la fondazione compra un’intera pagina di pubblicità ( he vedrete domani).
«Giova ricordare - si legge nella lettera - che la fondazione, costituita per il raggiungimento dei propositi del dottor Ezio Pelù , aveva avviato la realizzazione della struttura attingendo al suo patrimonio. L'Asl, destinataria di un finanziamento di 4,5 miliardi di lire per queste finalità, con l’ impulso del sindaco Pucci, propose di subentrare nella realizzazione dell'opera e la fondazione accettò poiché si raggiungeva un duplice obiettivo: evitare duplicazioni ed inserire nel cuore della città un servizio che la Asl prevedeva inizialmente in periferia. La proposta fu tradotta in atti amministrativi e contratti - prosegue la lettera - con il placet di Regione, Comune, Asl e Fondazione. Era l'11 febbraio 2000 quando fu stipulato il contratto. Da allora, nonostante le periodiche insistenze del presidente della fondazione e le continue rassicurazioni dei direttori generali della Asl, l'opera è incompiuta ed è andata degradando, con atti di vandalismo, scritte sulle facciate.
Recentemente la fondazione ha appreso da fonti istituzionali la volontà della Asl di destinare ad altro uso la struttura, in contrasto con gli intendimenti del cda della fondazione, con i suoi scopi statutari, in spregio alle necessità della popolazione anziana e con notevole spreco. Tutto questo avviene nel completo silenzio dell'amministrazione comunale che prima di ogni altra ha l'obbligo di assicurare i servizi socio-assistenziali. La conseguenza di tale comportamento è il rilevante danno sociale ed economico. Al disagio che la fondazione condivide con tutti i cittadini per questa intollerabile situazione, si aggiunge il danno morale incalcolabile per la fondazione, per il mancato raggiungimento dello scopo sociale per il quale è nata.
Il Cda, pur in presenza di comportamenti preoccupanti, osa sperare - continua la lettera - che gli atti assunti dall'Asl ed avallati da Regione e Comune, sfociati in impegni contrattuali, vengano rispettati e quindi l'opera sia finalmente conclusa e attivata per l'accoglienza degli anziani». Concetto che la Fondazione Pelù ribadirà nel suo messaggio ai cittadini in un inserto pubblicitario grande una pagina. Perchè la struttura apra i battenti per dare risposta ai bisogni della collettività.
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