Il Tirreno

Disoccupati, servirà il conto corrente per gli assegni Inps

Disoccupati, servirà il conto corrente per gli assegni Inps

Dal 1° maggio stop ai contanti per importi sopra i 1000 euro Ecco che cosa bisogna fare per adeguarsi alla legge

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA

Conti correnti riservati a disoccupati e lavoratori cassintegrati. Aperti solo ed esclusivamente per riscuotere gli assegni dell’Inps. Parafrasando Giulio Andreotti, c’è davvero di che pensare male, visto che il provvedimento porta la firma del governo Monti. Ma tant’è: il cittadino si adegui, ancora una volta.

Dal 1° maggio (ieri a tarda sera il governo ha prorogato la data del 7 marzo) tutti i pagamenti delle pubbliche amministrazioni sopra i 1.000 euro non potranno essere fatti in contanti, ma solo tramite versamenti su conto corrente. E quindi - fa sapere l’Inps - anche «le indennità di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e tutte le altre prestazioni a sostegno del reddito» che superano quella cifra rientreranno nella casistica. E pensare che il provvedimento nasce per combattere l’evasione fiscale.

Centinaia di interessati. Quante sono le persone che nei prossimi giorni dovranno fare una trafila mica da ridere? Non sono moltissime le indennità che superano la quota di sbarramento richiesta. Ma parliamo comunque di centinaia di persone in Provincia di Massa Carrara.

A quali costi? Il caso del limite dei 1.000 euro in contanti era già esploso con le pensioni, facendo gridare allo scandalo. Perché si costringevano tutti gli anziani ad aprire conti correnti per vedersi accreditata la pensione. Tanto che le banche avevano parlato - d’accordo col governo - di istituire conti a costo zero.Ora il problema si ripresenta, in maniera se possibile ancora più clamorosa. Il paradosso, infatti, sta nel chiedere a un disoccupato o a un cassintegrato di accollarsi una simile operazione che, al momento, presenta un costo minimo di 60-100 euro all’anno.

Ecco cosa si deve fare. L’Inps ha diffuso una nota, in preparazione del D-day, in cui spiega di aver raggiunto un accordo con Poste Italiane. Ecco come dovrebbe - il condizionale è d’obbligo - svolgersi la faccenda.

Il disoccupato o cassintegrato che si presenta agli sportelli di Poste possiede già un conto corrente postale o un libretto nominativo ordinario, oppure l’Inps card. In questo caso si può chiedere l’accredito dell’assegno direttamente.

Se invece l’utente non ha un rapporto già aperto con le Poste, l’addetto allo sportello gli proporrà l’apertura di un libretto postale e l’accreditamento di questa somma sullo stesso. Se il beneficiario dell’indennità accetta questa proposta, e sottoscrive i moduli che l’addetto gli sottopone, allora la somma verrà accreditata.In caso contrario, Poste restituirà la somma all’Inps. A questo punto l’utente dovrà andare negli uffici dell’Inps per comunicare l’Iban (l’indirizzo, per così dire) del conto dove si intende ricevere il bonifico. È chiaro che chi non ha conti aperti in banca dovrà prima recarsi in un istituto di credito.E dato che per un’operazione di questo genere servono alcuni giorni, se non una settimana, il consiglio è di muoversi per tempo.

Importante: il disoccupato o cassintegrato non è assolutamente obbligato a mettere su un libretto postale. Qualsiasi altra versione fornita agli sportelli di Poste è un falso, e invitiamo i lettori a denunciarlo. Chiunque può decidere dove ricevere l’accreditamento.

Per i casi di riscossione tramite persone delegate, gli interessati possono contattare gli uffici dell’Inps per sapere quali documenti servano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani