Il Tirreno

l’indagine

Tomba profanata a Canevara ma non si tratta di satanismo

MASSA Se n’è andata 19 anni fa Anna Romito. Adesso riposa - riposava, purtroppo, - nel cimitero di Canevara, il suo paese. Qualcuno sabato notte ha staccato la sua lapide, divelto i mattoni,...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA

Se n’è andata 19 anni fa Anna Romito. Adesso riposa - riposava, purtroppo, - nel cimitero di Canevara, il suo paese. Qualcuno sabato notte ha staccato la sua lapide, divelto i mattoni, prelevato la bara. Ha tolto il coperto, rotto la copertura interna in zinco e portato via persino la coperta che copriva la salma.

A scoprire l’accaduto, domenica mattina, una coppia che ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto arriva la polizia: trova la bara adagiata a terra, aperta, ma la salma è composta come se nessuno l’avesse toccata. Il feretro è stato posto immediatamente sotto sequestro e un intero paese adesso è sotto choc.

La squadra mobile sta svolgendo indagini a 360 gradi per capire cosa possa essere accaduto sabato notte. Si esclude la pista della vendetta, quella della signora Romito è una famiglia tranquillissima, senza nemici. Oltretutto dalla morte della donna sono passati 19 anni.

Impossibile pensare anche ad un tentativo di furto: la defunta non aveva alcun monile, solo un rosario.

La squadra mobile esclude anche la pista del satanismo: gli agenti hanno battuto palmo a palmo il cimitero della frazione per accertarsi che non ci fossero segni di un rito. E non ne sono stati trovati: nè oggetti sospetti, nè qualche indizio che possa far pensare ad un fuoco acceso.

Non è escluso che si tratti dell’azione di qualche balordo : episodi simili, in realtà, si sono verificati in altri cimiteri della Toscana, sempre in piccole frazioni o zone di campagna. Se ne saprà di più dopo la perizia del medico legale sulla salma, perizia che dovrebbe accertare che non ci sia stato alcuna profanazione della salma della donna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera