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I 25 anni della mensa dei poveri La Caritas: «Mancano i volontari»
Bisognosi in crescente aumento sul territorio: 50 pasti serviti al giorno, oltre 13 mila l’anno «Ci sono persone che hanno perso il posto e pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese»
MASSA. Passando dalla strada neanche si vede. Rimane nascosta tra il parcheggio delle auto e qualche albero che d’estate fa ombra per chi voglia godersi il suo pranzo al fresco. Ma la mensa dei poveri della Caritas è lì, in via Cervara, da ormai 25 anni, ogni giorno dell’anno, pronta ad accogliere i bisognosi. Era infatti il 1986 quando un gruppo di massesi prese l’iniziativa. Iniziarono così i lavori, e nel febbraio del 1987 le porte della mensa si aprirono. Quaranta posti, una cuoca, un aiuto-cuoca –pagato dal Comune con la borsa lavoro – e centinaia di volontari per servire altrettanti poveri. Negli anni, le persone bisognose sono diminuite passando dal centinaio a una quarantina, tra stranieri e senza fissa dimora. Ma, da settembre dell’anno scorso, il numero dei pasti serviti torna ad aumentare.
Al piccolo esercito di frequentatori abituali, si è aggiunto un gruppo di italiani caduti in povertà per la crisi economica. Una decina di persone in tutto, tra disoccupati e pensionati, che non riescono più ad arrivare in fondo al mese e chiedono pasti caldi al centro sociale. Rimangono invece pochi i volontari: una decina.
«Purtroppo – spiega Giuseppe Ganapini, generale in pensione, da cinque anni volontario della Caritas e responsabile della mensa – il numero dei poveri è in crescita. A volte ho visto anche famiglie con bambini superare la vergogna del chiedere aiuto e venire a domandare un pasto caldo. Ma mancano i volontari, spesso la cuoca e l’aiuto cuoca si trovano sole a cucinare e servire».
Attualmente sono circa 13.000 i pasti l’anno serviti alla mensa, 50 ogni giorno. «Fortunatamente – continua Ganapini – abbiamo fornitori benevoli che ci consegnano cibo, come la Coop di Marina di Massa, la Gea e il Forno Martini di Turano che ci consegna ogni giorno, da 25 anni (cioè da quando sono aperti) 4 kg di pane. Abbiamo poi le donazioni di altri privati che ci permettono di coprire le spese annue che si aggirano intorno alle 45.000 euro. Ci sono ad esempio due cooperative di cavatori, o la Cassa di Risparmio di Carrara che quest’anno ci ha dato 8.000 euro per il nuovo impianto di riscaldamento».
Il centro offre anche un servizio doccia due volte alla settimana, con tanto di necessario per lavarsi (shampoo, bagno schiuma, asciugamani). Insomma, 25 anni di duro lavoro e dedizione all’altro che il centro sociale vuole ricordare con una serie di appuntamenti che si snoderanno da domani, con un pranzo speciale per i frequentatori, fino a giugno. Ganapini coglie l’occasione delle nozze d’argento per rivolgere un appello alla cittadinanza: «Abbiamo bisogno di persone che ci aiutino perché le persone disagiate sono sempre di più. Anche un paio di ore la settimana. Chi volesse diventare volontario può quindi contattare Don Giuseppe al 058543981».
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