Italia
Buco Asl, «bilanci falsati ma Giannetti non era solo»
La relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta censura l’apparato ddi controllo della Regione e critica Rossi sulle verifiche affidate a Deloitte
MASSA
Una “condanna” dell’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, tante attenuanti riconosciute all’ex direttore generale Antonio Delvino, censure per il suo predecessore Alessandro Scarafuggi ma anche per l’apparato regionale di controllo, con la funzionaria Carla Donati in primis, della società di revisione dei conti, dell’operato del consulente Niccolò Persiani. E critiche anche al livello politico. Al presidente della Regione Toscana (e in precedenza assessore alla Salute) Enrico Rossi, innanzitutto, e anche (e va aggiunto, solo “di passaggio”) all’attuale assessore alla Salute Daniela Scaramuccia. È il verdetto della “Relazione sul disavanzo dell’Asl di Massa Carrara” approvata dalla Commissione di inchiesta parlamentare sugli errori sanitari e sulle cause del disavanzo regionale.
La relazione è stata approvata a maggioranza: 14 i voti a favore, un astenuto (il presidente Leoluca Orlando), 5 voti contratti: quelli dei commissari del Pd. In trenta pagine, il documento della commissione di Montecitorio ripercorre la clamorosa vicenda del buco milionario nei bilanci della sanità apuana, condensando un lungo lavoro su migliaia di pagine di atti e documenti e i risultati dell’audizione di decine di protagonisti e testimoni dello “scandalo”.
Quel credito fantasma. Dalla controversia sulla gestione stralcio – cioè i circa 60 milioni di euro di credito presunto che l’Asl sosteneva di vantare nei confronti della Regione – ai rilievi della Corte dei Conti, alle denunce alla Procura (fatte dallo stesso Enrico Rossi), tutti i passaggi vengono ripercorsi in modo articolato. Per arrivare a conclusioni in buona parte già emerse ma ora elevate a dignità di “atto parlamentare”. La relazione parla infatti di «vistose anomalie che hanno concorso ad una rappresentazione dei conti regionali viziata e pertanto difforme da quella reale». Ma di chi sono le responsabilità di tutto ciò?
Bilanci manipolati. La relazione parla di svariate «responsabilità individuali» e trova «le maggiori criticità» nella «manipolazione dei bilanci aziendali, che hanno consentito di mantenere equilibri di bilancio che si sono poi rivelati fittizi».
Mancate verifiche di Rossi. La commisione non rinuncia a contestare agli organi politici regionali alcuni comportamenti: il presidente Rossi, in particolare, «in considerazione del ruolo affidato ai collegi sindacali e alla società Deloitte, non avrebbe intrapreso iniziative per verificare se il credito di 60 milioni fosse dovuto all’Asl». E in ciò potrebbe avere influito – si legge ancora nella relazione – «la nomina del professor Persiani come consulente». Inoltre, il fatto che di recente la giunta regionale abbia disposto lo stanziamento straordinario di 95 milioni alle Asl toscane «per pagare i fornitori e il notevole ritardo nel pagamento delle fatture» conferma il sotto-finanziamento dell’Asl apuana da parte della Regione sottolineato dalla stessa relazione.
Giannetti non era solo. La responsabilità dell’ex direttore amministrativo Giannetti ma «coinvolgerebbe anche altri funzionari amministrativi».
Delvino quasi assolto. La relazione appare molto meno severa nei confronti dell’ex dg Antonio Delvino, al quale «non sembra possa essergli addebitata una esclusiva responsabilità di carattere omissivo e commissivo) e neanche responsabilità nell’appalto per il nuovo ospedale.
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