Il Tirreno

Lotta alle frane nel Candia, sbagliate 37 ordinanze

di Claudio Figaia
Lotta alle frane nel Candia, sbagliate 37 ordinanze

Decine di ingiunzioni di messa in sicurezza per terreni fuori dall’area a rischio, il Comune costretto ad annullarle. Protestano i proprietari: e ora chi paga?

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MASSA. «Scusate, ci siamo sbagliati, il vostro terreno non è a rischio frane e non avete l’obbligo di fare interventi di sicurezza”. È questo il senso della determinazione del Comune, firmata dal dirigente del settore Salvaguardia idrogeologica e Protezione civile Fabio Mercadante, rivolta a una quarantina di proprietari di terreni nella zona del Candia. Un clamoroso “abbiamo scherzato” che arriva quando già numerosi cittadini si erano messi in moto per mettersi in regola con quanto chiedeva il Comune.

Spieghiamo. All’indomani delle tragiche frane di Ognissanti 2010, il sindaco Roberto Pucci firma un’ordinanza con cui impone ai proprietari di appezzamenti e immobili della zona del Candia di adottare, a loro spese, tutta una serie di misure per evitare il ripetersi di disastri.

La Regione Toscana, poi, commissiona uno studio, che viene redatto dal geologo Francesco Giusti, con cui vengono censiti tutti i movimenti franosi dell’area. Sulla base dei risultati di questo studio l’amministrazione civica stila un progetto di intervento (che viene chiamato “Colline del Candia”) che “dettaglia” meglio gli interventi da attuare. A questo punto, siamo nell’estate scorsa, partono le determine indirizzate ai proprietari del Candia. In cui si ordina agli interessati ora di demolire fabbricati abusivi, ora di fare in modo che fossi o canali non creino pericoli di smottamento, ora di ripulire i fondi dalla vegetazione infestante. E, soprattutto, si ordina di presentare un progetto, redatto da un tecnico, di sistemazione complessiva dei pendii conforme al progetto preliminare “Colline del Candia”.

La determina viene inviata a oltre 350 cittadini, proprietari, comproprietari, titolari di terreni della zona. In essa c’è anche un’avvertenza: se entro 90 giorni l’interessato non avrà obbedito a quanto disposto, verrà segnalato alla procura.

I cittadini reagiscono in maniera diversa. Qualcuno medita un ricorso, altri fanno finta di niente, i più si attivano per mettersi in regola o si affidano a Coldiretti che chiede al sindaco una proroga: ordinanza condivisibile, ma dateci più tempo per fare i lavori.

Ora la novità. Il Comune scopre che un bel po’ di determine da esso stesso emanate sono sbagliate. Sono state emesse per proprietà immobiliari che “sono state erroneamente individuate come terreni appartenenti a zone interessate da dissesti o movimenti franosi” e che, in realtà, “risultano essere completamente fuori dalle zone di criticità”.

Un infortunio, diciamo così, che riguarda una quarantina di terreni. Il Comune pone rimedio con un’altra determina con cui annulla i precedenti provvedimenti ammettendo che si tratta di atti “illegittimi in quanto viziati da eccesso di potere, essendo state adottate in base a un’erronea individuazione delle proprietà immobiliari”.

Ma il “bello” è che il Comune si accorge dello sbaglio soltanto dopo svariate segnalazioni dei tecnici incaricati dai singoli proprietari. Sono stati cioè geometri e architetti pagati dai cittadini a scoprire - confrontando mappe e fogli catastali –che quei terreni erano fuori dalle zone “di criticità”.

E, logicamente, i cittadini si arrabbiano. PierPaolo Lorieri, titolare dell’azienda Scurtarola, parla di “superficialità”: «A parte il fatto che nutro qualche dubbio sulla legittimità dell’ ordinanza, mi pare che ci sia stata leggerezza. L’atto di revoca per i 37 appezzamenti arriva a conoscenza degli interessati quando hanno magari già speso soldi per incaricare un professionista di un progetto che non serve».

Polemico Giuseppe Barotti, che sul Candia ha un terreno: «Prima ci hanno inviato l’ordinanza con la minaccia di una segnalazione alla procura, ora la revocano in quanto illegittima e “viziata da eccesso si potere”. Chi ha fatto questo lavoro? Quanto è costato? E l’amministrazione Pucci perchè non ha controllato?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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