Il presidio
Oggi parla la difesa: il contratto per la moschea era vero
CARRARA Truffa all’Iraq: dopo la richiesta di pesanti condanne da parte dei pubblici ministeri, oggi al processo in corso, nella IV sezione penale del tribunale di Torino, parlano i legali che...
CARRARA
Truffa all’Iraq: dopo la richiesta di pesanti condanne da parte dei pubblici ministeri, oggi al processo in corso, nella IV sezione penale del tribunale di Torino, parlano i legali che rappresentano lo stato dell’Iraq (come parte civile).
Ma sarà anche la volta delle difese: inizierà l’avvocato Paolo Pacciani, che rappresenta i due legali carraresi Rinaldo Reboa e Giancarlo Lattanzi, coinvolti nella presunta truffa milionaria, per la costruzione di una moschea e di un centro islamico nell’Iraq di Saddam Hussein, con relativa bancarotta fraudolenta e abuso d’ufficio, insieme all’imprenditore Paolo Dazzi, la moglie (ed ex giudice) Laura Donatiello e alla commercialista Ada Ruffini.
«Chiederò l’assoluzione per i miei assistiti, perché il fatto non sussiste - annuncia l’avvocato Pacciani - Le prove acquisite, infatti, dimostrano che il contratto per la moschea era vero, lo hanno dichiarato i testi. Non solo, ci contestano la bancarotta fraudolenta, reato che non sta in piedi, anche perché qui non si tratta di una società, ma di una ditta individuale, quella di Dazzi appunto. Ma altre fattispecie di reati erano già prescritte».«E, infine - conclude il legale - ci viene contestato anche l’abuso d’ufficio in concorso con Laura Donatiello: ma non c’è stato danno e le somme finite al centro delle indagini erano di spettanza della Server Plus: qualsiasi altro giudice non avrebbe potuto decidere diversamente». Oltre alla difesa di Reboa e Lattanzi parlerà anche quella dell’ex giudice Donatiello, rappresentata dall’avvocato Fontana di Torino e dal professo Guastaldi di Genova.E intanto siamo alle fasi conclusive processo: domani sarà la volta, infatti della difesa di Paolo Dazzi e di Ada Ruffini. (a.v.)
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