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«Nostro il merito di avere più aiuti per il commercio»
AULLA Il Comitato rinascita Aulla e Lunigiana apprende «con stupore e sorpresa» della rivendicazione di merito da parte del presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, sulla proposta di riconoscere...
AULLA
Il Comitato rinascita Aulla e Lunigiana apprende «con stupore e sorpresa» della rivendicazione di merito da parte del presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, sulla proposta di riconoscere un innalzamento della percentuale di risarcimento delle scorte per le attività aullesi dal 30% al 50%.
Lo fa per bocca di Marco Pinelli, uno dei quattro vice presidenti dell’associazione.
«Abbiamo messo in discussione i principi di intervento sanciti dall’ordinanza ministeriale del 5 novembre 2011, giudicandola, per certi aspetti, adatta a realtà artigianali e industriali, proponendo soluzioni alternative, fra le quali l’innalzamento della percentuale del risarcimento delle scorte, più adatte ad un contesto commerciale come quello di Aulla. Si tratta di proposte inviate al presidente della Regione Toscana da tempo ed espresse direttamente, sia il 5 che il 14 gennaio scorsi, in sala consiliare ad Aulla, di fronte ad una platea di commercianti aullesi. Proprio in quell’occasione, gli unici interventi di merito registrati - prosegue Pinelli - sono stati quelli dei rappresentanti del comitato e “assordante” è stato il silenzio dei rappresentanti della Provincia: forse rivendica il merito di aver proposto tale intervento?»
« Nessuno lo sapeva e magari, in quelle occasioni, poteva informarci ed informare il presidente Rossi, visto che le uniche risposte che abbiamo ottenuto dalla presidenza della Regione sono sempre state di intransigenza sulla possibilità di modificare il contenuto dell’ordinanza».
Pertanto Pinelli ribadisce che l’obiettivo del Comitato rinascita Aulla e Lunigiana non è quello di «raccogliere onorificenze al merito, ma ottenere dei risultati concreti a favore dei cittadini, risultati raggiungibili soltanto attraverso una politica attiva, propositiva e non strumentale a sé stessa. Quindi, ciò che pretendiamo è che il contenuto dell’ordinanza venga messo in discussione e non applicato come un principio costituzionale. Non ci rassegneremo a questo, tant’è che l’associazione sta predisponendo un intervento in sede ministeriale, per il tramite di parlamentari bipartisan che si sono resi disponibili, con l’ intento di ottenere ciò che da tempo richiediamo: la modificabilità dell’ordinanza succitata».
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