Italia
Centinaia gli anziani soli aiutati dalla Pa
La responsabile del servizio: «Cresce il bisogno sociale. Tanti casi di depressione, il nostro telefono amico è rovente»
CARRARA
Anziani soli, persone indigenti, famiglie che non arrivano alla fine del mese con i soldi. Alla richiesta di aiuto e di una voce amica che sta crescendo nella “terza età”, nel nostro comune una forte risposta arriva dalla Pubblica assistenza, che tramite un gruppo di volontari ha alimentato anni fa il progetto regionale “Sorveglianza attiva” per gli ultra settantacinquenni che vivono soli. I servizi agli anziani, in questi anni si sono ampliati e oggi vengono seguiti circa 250 anziani monitorati ogni giorno da oltre venti volontari tutti soci della P.A.
Volontari che fanno compgania, la spesa, gli acquisti delle medicine, assistenza domiciliare, trasporti in strutture sanitarie dove gli anziani devono sottoporsi a visite mediche, e c’è la Banca del Sorrisoa Sorgnano ormai divenuta una colonna portante delle iniziative di solidarietà e di sostegno sociale.
La responsabile di questo settore è Roberta Vatteroni, che sottolinea anche l’importante sinergia con il servizio sociale del Comune.
«Aumentano le persone che ci chiedono aiuto, perché aumentano le loro necessità, come quella di essere portati nelle strutture sanitarie, per le visite. I tagli dell’Asl incidono anche su questa fascia, abbiamo molte richieste anche di malati oncologici». Il 2012 è cominciato con la conferma delle emergenze del 2011, «e con i casi che scopriamo di grande dignità degli anziani. – racconta la Vatteroni – Alcuni ci chiamavano anche due volte la settimana, poi hanno diradato, temendo di non poter pagare alla P.A. neppure 10 euro di contributo per i trasporti. Parlo di persone che vivono da sole e che non si rivolgono neppure ai familiari che abitano lontano, poiché non vogliono essere un peso per nessuno». Quando i volontari si accorgono di queste situazioni fanno verifiche, e se il caso chiedono l’intervento dei Servizi sociali comunali. I volontari della P.A. seguono una fascia di età alta, quasi tutta composta da chi ha superato i 72, 73 anni.
«Due settimane fa abbiamo fatto una riunione di aggiornamento. Registriamo l’aumento di anziani bisognosi, e di famiglie che hanno necessità di aiuti per casi di l’Altzhaimer. Ma c’è anche tanta gente che ha solo un grande bisogno di parlare con noi al telefono».
Dieci, quindici chiamate al giorno vengono effettuate dall’apposito presso la Pubblica assistenza di Carrara: sono programmate. I volontari sanno chi chiamare, chi necessità di una voce amica. Telefonate mediamente di dieci minuti, «ma l’anziano all’altro capo del filo non vorrebbe mai staccare – racconta la Vatteroni – in prevalenza sono donne, sole, o vedove. Grazie ai nostri continui contatti, e al nostro monitoraggio, abbiamo sottratto dalla depressione un’infinità di persone: depressione dovuta alla solitudine degli anziani, che spesso si alzano dal letto e stanno a girare per tutto il giorno in casa, in pigiama. La Banca del sorriso sta dando un grande aiuto, risvegliando in loro l’entusiasmo».
La responsabile del servizio spiega che il lavoro dei volontari è incessante e impegnativo. «Ho 65 anni, faccio questo lavoro da dieci anni, un’esperienza forte e sono fortunata a poterla fare. Lo dico anche ai giovani che operano qui, per lo più ragazze: un’esperienza che aiuta a misurarsi con gli altri e anche con se stessi».
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