Il Tirreno

L’Aja ha deciso: nessun rimborso per le vittime delle stragi naziste

L’Aja ha deciso: nessun rimborso per le vittime delle stragi naziste

La Corte internazionale ha accolto il ricorso della Germania contro l’Italia, delusione in Lunigiana Oligeri perse 5 fratelli a San Terenzo Monti: «E’ una vergogna». Il sindaco: «Siamo amareggiati»

3 MINUTI DI LETTURA





di Marco Landini

FIVIZZANO

Delusione, amarezza e rabbia questo il sentimento provato dai  superstiti e dai familiari delle vittime delle stragi naziste fivizzanesi, appresa la sentenza emessa ieri mattina dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja che ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti.

Una doccia fredda per quanti da tempo attendono di vedersi risarcire, ma più che altro ottenere giustizia, per i gravi lutti subiti per mano dei soldati tedeschi. In sostanza secondo la sentenza della Corte Internazionale, così come hanno riportato a caldo i colleghi di La Repubblica.it "L’Italia ha mancato di riconoscere l'immunità prevista dal diritto internazionale a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich”. La Corte  ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di "venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale. La Corte dell'Aia ha poi concordato con la richiesta di Berlino di "ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie" affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronuncino più sentenze su simili casi”.

Roberto Oligeri, del comitato vittime civili di San Terenzo Monti, che nella strage del 19 agosto 1944 ha perso cinque fratelli di età dai 3 ai 19 anni, ha seguito la lettura della sentenza, durata un’ora e venti minuti, tramite internet. «E’ una vergogna- commenta Oligeri- purtroppo comandano i poteri forti. Una vicenda triste iniziata con  gli insabbiamenti “dell’armadio della vergogna”, poi qualche coraggioso magistrato ha ripreso le indagini portando alla condanna i responsabili e   infine il teatrino, con il Governo italiano che , ha accettato di comparire assieme alla Germania di fronte al giudizio della Corte dell’Aia, che il 28 aprile 2010, ha stabilito che tutte le sentenze esecutive nei confronti dello stato Tedesco fossero sospese. Ora -prosegue Oligeri- considerato che questo giudizio è inappellabile si dovrà cercare qualche altra strada da intraprendere. La speranza è che Germania e Italia possano trovare un punto d’incontro su questa vicenda». Continua lo sfogo di Oligeri: «La Germania in occasione della recente crisi ha voluto vedere i conti pubblici degli altri Stati, come la Grecia: basterebbe che lo Stato tedesco restituisse alla Grecia tutto l’oro preso nel 1944 per vedere sistemati i conti  pubblici di quello Stato”.

Rammaricato anche il sindaco Paolo Grassi: «Come amministrazione ci siamo costituiti parte civile nei processi contro i responsabili delle stragi perpetrate nel nostro territorio, che hanno provocato 402 vittime civili, per avere chiarezza e per vedere assicurati alla giustizia i carnefici di questi crimini che dopo decenni erano ancora liberi. Abbiamo applaudito al lavoro svolto dagli inquirenti in primis il capo procuratore militare Marco De Paolis, al quale abbiamo attribuito la cittadinanza onoraria, che sono riusciti a portare alla sbarra e fatto condannare i responsabili materiali delle stragi. Certamente questa sentenza ci rammarica, era legittimo che fossero riconosciuti ai familiari delle vittime i risarcimenti, ma si capiva purtroppo che non sarebbe stato facile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA          

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web