Il presidio
Summit aperto a tutti ma non ai consiglieri dell’opposizione
Il sindaco Valenti ha incontrato i residenti di Mulino danneggiati dallo scoppio della tubazione del gas
di Cristiano Borghini
TRESANA
L’incontro tra l’amministrazione comunale, le parti lese, in tutto una decina e le società che hanno concorso al disastro si è svolta ieri in municipio.
Un incontro a porte chiuse per garantire un migliore confronto, ma soprattutto per concertare le azioni che d’ora innanzi vedranno l’amministrazione e i cittadini uniti per fare chiarezza su quanto sia successo quel fatidico pomeriggio. Il meeting è stato un occasione per fare incontrare i legali dell’Ente con quelli delle famiglie che si sono costituite parti civili, per concordare una linea comune, visto che entrambe si costituiranno parte civile e penale nel processo.
Il sindaco Oriano Valenti fa il punto: «È stato un incontro positivo, siamo riusciti a ottenere la presenza di tutte le parti in causa. Erano presenti le famiglie, accompagnate dai loro legali, siamo riusciti a coordinare un intervento legale congiunto, che abbia come scopo non solo quello di far venire a galla la vertità, ma che soprattutto miri al risarcimento dei danni materiali subiti dai residenti della zona. Abbiamo deciso di fare fronte comune, anche noi come amministrazione adiremo una battaglia sia civile che penale. Per tutta la durata non si è avvertita ostilità, ma solo voglia di giustizia, di riparare ad un torto commesso. Abbiamo anche visto una collaborazione positiva da parte di chi ha scatenato la catastrofe, i lavori per il ripristino del gas. I lavori per teminare il bypass, che porterà nuovamente l’erogazione del gas alle famiglie, ma che soprattutto serrvirà a far ripartire il lavoro delle due cartiere, si concluderà alle 8 di questa sera. Durante la messa in atto di questo nuovo allacciamento, solo una famiglia non potuto usufruire del servizio per due giorni. Ora le cose torneranno alla normalità, ma c’è ancora da fare chiarezza i lavori parevano terminati, era prossima la chiusura del cantiere, bisognava solamente interrare il tubo, i lavori erano fermi dopo l’alluvione. Non si riesce proprio a capire come da un lavoro praticamente ultimato si sia potuta scatenare tanta devastazione. Ora bisogna lavorare per risarcire le famiglie che hanno perso tutto, ma soprattutto per garantire loro quella sicurezza che meritano».
Ma in merito all’incontro c’è da registrare la presa di posizione del gruppo consiliare Pdl che, estromesso dal meeting, scrive: «Mai ci saremmo aspettati che la presenza di un consigliere comunale potesse essere ritenuta inopportuna, di disturbo o fuori luogo dal sindaco, la cui richiesta di allontanarsi dall’aula rivolta a Matteo Mastrini ha risposto ad un’idea di partecipazione lontana dalla nostra sensibilità».
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