Il presidio
Il porto riprende il lavoro riparte la nave per Olbia
di Cinzia Carpita CARRARA E’ tornata alla normalità l’attività del porto. Gli autotrasportatori che scioperavano, e che da lunedì scorso avevano fatto il presidio davanti al varco di levante del...
di Cinzia Carpita
CARRARA
E’ tornata alla normalità l’attività del porto.
Gli autotrasportatori che scioperavano, e che da lunedì scorso avevano fatto il presidio davanti al varco di levante del porto, nel piazzale che utilizzano i portuali, avevano annunciato l’altro giorno che avrebbero smobilitato il presidio ieri sera. Invece, a sorpresa, ieri mattina, se n’erano andati lasciando libera l’area.
Nello scalo mercantile il lavoro è potuto riprendere a pieno ritmo, e sono cessate le ferie forzate per una serie di lavoratori che effettuano i turni sul ciclo banchine e sul piazzale.
Infatti il traghetto Delfino bianco di Nieddu-Armamento Sardo, ha ripreso a caricare: oltre ai 25 trailer che erano fermi in banchina da giorni (numericamente troppo pochi per riempire il traghetto che ne può ospitare oltre 120), ne stavano arrivando altri in porto, per cui per ieri sera alle 20 era prevista la partenza della nave per Olbia. «Anche nel porto sardo – ha detto il console Vittorio Maggiani responsabile operativo – la situaizone pare sbloccata per cui vedremo arrivare il Delfino grigio».
Le altre navi che erano in porto in attesa di caricare o di scaricare merci, hanno potuto avere il servizio.
Quindi la situazione sta lentamente ritornando alla normalità, a meno di altri stop sempre legati alla protesta degli autotrasportatori.
Ieri nel tardo pomeriggio, il console Maggiani ha confermato che ormai tutto stata procedendo tranquillamente nel porto.
Il piazzale davanti al varco di levante è stato “recuperato” alle sue funzioni quotidiane, per la sosta di camion da e per il porto.
Tutto regolare anche all’Omya, lo stabilimento della multinazionale del carbonato di calcio dove diversi Tir erano stati fermati per lo sciopero: l’azienda aveva poi chiamato la polizia per consentire ai camionisti che volevano rientrare al Nord di poter arrivare al casello autostradale di Carrara scortati, per non correre il temuto rischio di atti vandalici, visto che ce ne sono stati diversi a danno di alcuni mezzi, a Massa e nel piazzale fuori dal porto: per lo più gomme tranciate o forate da ignoti.
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