Il Tirreno

Cermec, i dipendenti «Noi lavoriamo duro non facciamo festini»

Cermec, i dipendenti «Noi lavoriamo duro non facciamo festini»

Gli operai respingono le accuse: «Non siamo nababbi il nostro stipendio mensile è di circa 1300-1400 euro»

3 MINUTI DI LETTURA





di Rossana Lazzini

MASSA

«Noi non facciamo parte della cricca, non siamo andati alle feste con le ragazze e neppure alle cene, noi abbiamo sempre e solo svolto il nostro lavoro». Gli operai di Cermec non ci stanno più a questo gioco al massacro e per la prima volta, da quando è esploso lo scandalo dell’azienda dei rifiuti, fanno sentire anche la loro voce e facendo nomi e cognomi rispediscono al mittente tutte le accuse che qualcuno gli ha rivolto. Le prime parole sono rivolte al presidente di Asmiu Carlo Paolini. «Paolini smettila - dichiarano gli operai-smettila di attaccare gli operai. Noi in questa azienda abbiamo sempre e solo lavorato ricevendo, come tutti gli altri operai 14 mensilità e non 16 come tu hai dichiarato. Nel 2009 e nel 2010 abbiamo preso 500 euro lorde in più, ma solo per il lavoro che abbiamo svolto. Se Paolini è a conoscenza di altre situazioni faccia pubblicamente nomi e cognomi, anche noi vogliamo sapere se esiste qualcuno all’interno del Cermec che prendeva soldi in più. Noi siamo pronti a far pubblicare i nostri Cud».

Gli operai sono pronti anche ad agire in sede legale contro Paolini. «Lo invitiamo a smentire o precisare le sue ultime dichiarazioni». La situazione è pesante all’interno del Cermec. «Io lavoro in questa azienda da 25 anni- spiega Massimo Ferrari-ho due figli e il mio stipendio mensile è di 1350, 1400 euro al mese e ora per cercare di aiutare l’azienda abbiamo accettato che venisse sospeso anche il premio di produttività».

Gli operai sono veramente stanchi. «Siamo quelli che guadagnano meno di tutti e che fanno il il lavoro più faticoso in mezzo alla sporcizia. Tutti i giorni feste comprese, lavoriamo a contatto con rifiuti di ogni genere, sostanze tossiche e cancerogene, invasi da colonie di topi e gabbiani, respirando odori nauseanti, inalando polveri di ogni tipo e malgrado questo continuiamo a svolgere le nostre mansioni senza lamentele».

Se la situazione non cambierà gli operai di Cermec potrebbero anche decidere di fermarsi. «Non lo abbiamo mai fatto - aggiungono- ma ora se questo può servire a far comprendere all’opinione pubblica il nostro stato d’animo potremo anche decidere di fermare il lavoro, magari quando si fermeranno anche gli operai di Asmiu».

Ci tengono a far sapere che non sono super pagati e a parlare per loro ci sono i Cud, 25 mila euro lorde per un 4º livello comprensivi di ferie, festività, premi produzione e tutto il resto.

Insieme agli operai anche i rappresentanti sindacali ma non vogliono essere citati. «Questa è la voce di tutti gli operai- dice Bertieri della Rsa Cermec- non vogliamo strumentalizzazioni di nessun tipo».Gli operai poi si rivolgono anche ai politici.«Chi ha responsabilità è giusto che paghi- dicono- che paghi veramente per aver distrutto un azienda come Cermec che anche oggi continua a lavorare».E soprattutto non ci stanno a perdere i soldi del premio produzione se poi questi soldi vengono usati per pagare i consulenti esterni. «Noi abbiamo accettato di sospendere il premio di produttività per aiutare l’azienda, ma non vorremmo che questi soldi servissero solo per pagare i due consulenti. Chiediamo a Pucci e Zubbani di smetterla, i soldi con i quali vengono pagati questi consulenti devono tornare agli operai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani