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Il sindaco: un conto corrente per gli aiuti
«Lo attiva il Comune per le famiglie danneggiate dall’esplosione del metanodotto a Barbarasco». Cartiere ancora chiuse
di Cinzia Carpita
e Marco Landini
TRESANA
Stamani il sindaco di Tresana Oriano Valenti sarà in Procura a Mass per formalizzare , tramite i legali incaricati, la costituzione di parte civile del Comune nella vicenda dell’esplosione del metanodotto. «Probabilmente si costituirà anche la Regione».
Nella stessa mattinata dovrebbe anche avvenire la nomina del tecnico del tribunale, che poi effettuerà un sopralluogo a Barbarasco nella zona devastata e ora sotto sequestro.
Valenti annuncia inoltre che stamani «come Comune verrà aperto presso le Poste, un conto corrente (di cui saranno poi forniti gli estremi alla popolazione), per la raccolta di contributi a favore di interventi in aiuto delle famiglie che sono state danneggiate dall’esplosione. Così avremo un unico canale di sostegno. C’è anche da dire che la Snam ha già messo a disposizione una somma di diecimila euro per le prime necessità, a prescindere dalle Assicurazioni».
Ricordiamo che la famiglia Ringozzi non ha più nulla, né la casa né cose personali, andare bruciate. Ma intanto la macchina della solidarierà nei loro confronti è stata encomiabile, i paesani si sono fatti in quattro per aiutarli. «Ci sono case da sistemare – prosegue Valenti – perché fortemente lesionate ai tetti e alle finestre. Con il contributo Snam è stato possibile far intervenire subito falegnami e vetrai».
La situazione dei feriti più gravi. I due operai ustionati, da quanto risulta a Valenti, sarebbero ancora in prognosi riservata. «Mi dicono che Monica Amadei sta reagendo bene, e nel giro di 7-10 giorni dovrebbe essere dimessa dal Centro grandi ustionati di Genova. La mamma, Maria Santini, anche lei a Genova, sta migliorando, i medici stanno valutando se operarla».
«Il danno è stato enorme – commenta Valenti che anche ieri era sul luogo del disastro a Barbarasco per controllare sempre di persona la situazione – Le indagini poi diranno se si è trattato di un errore umano oppure di fatalità. I permessi della Snam erano in regola, ma intanto qua c’è gente che ha perso tutto».
Le cartiere ferme
Anche oggi e forse fino a mercoledì le due cartiere fivizzanesi , la San Lorenzo di Gassano e l’Europaper di Pian di Molino dovranno rimanere ferme a causa della mancanza del gas metano. La notizia è del sindaco Paolo Grassi che ha parlato con il procuratore capo Aldo Giubilaro. Stamani in località Mulino di Tresana è previsto un nuovo sopralluogo della Procura, al quale sarà presente anche Grassi, per valutare la possibilità del dissequestro dell’area. Se la Procura darà il via libera potranno così iniziare i lavori da parte della Snam , che in questi giorni ha potuto operare nelle condutture attigue all’area sottoposta a sequestro. Intanto però il fermo forzato delle due cartiere, come hanno spiegato i direttori dei due stabilimenti, Giuseppe Poli dell’Europaper e Diego Parvoli della San Lorenzo, ha già provocato ingenti danni economici alle due aziende che considerate le forti commesse normalmente lavorano a ciclo continuo durante l’arco dell’anno. Un danno che per ora si aggirerebbe attorno ad alcune centinaia di migliaia di euro. La preoccupazione è anche legata all’utilizzo del personale dipendente e a quanti lavorano nell’indotto. Alla San Lorenzo lavorano 23 persone e all’Europaper 33, che in questi giorni, eccetto alcuni impiegati alla vigilanza degli impianti, sono stati riposti in ferie. Il perdurare del blocco degli impianti potrebbe far scattare la cassa integrazione. Tutti confidano in un rapido dissequestro dell’area e nell’avvio dei lavori di riparazione della linea del gas.
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