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I NOSTRI DUBBI SU AREA SPA
di DAVID CHIAPPUELLA Risulta assai difficile capire in base a quali criteri il sindaco Angelo Zubbani possa avere il coraggio di affermare, con il solito trionfalismo, che il modo in cui è stata...
di DAVID CHIAPPUELLA
Risulta assai difficile capire in base a quali criteri il sindaco Angelo Zubbani possa avere il coraggio di affermare, con il solito trionfalismo, che il modo in cui è stata gestita Area Spa “ha sicuramente valorizzato il bene”. Innanzitutto, vorremmo far notare al primo cittadino carrarese che la cifra non superiore ai 40 milioni di euro stimata per la vendita dell’intera area retro portuale è ben poca cosa rispetto al valore reale del terreno in questione che, al centro di una variante urbanistica che ne consentirà l’uso da zona di stoccaggio ad industriale, vedrà aumentare considerevolmente le proprie quotazioni e meriterebbe di essere messo all’asta ad un prezzo di almeno il doppio di quello previsto.
Pare evidente che, ancora una volta, il nostro Comune, con un prezzo di vendita così basso, voglia fare l’ennesimo regalo ai soliti poteri forti a scapito della collettività.
Secondo alcune voci mai smentite ufficialmente sembrerebbe poi che la Porto di Carrara Spa, incasserebbe annualmente dal Nuovo Pignone una cifra enorme per il subaffitto di 120mila metri quadrati dell’area retro portuale, pur pagando alla società pubblico-privata Area appena 883.550 euro annui per l’affitto dell’intero terreno (circa 200mila metri quadrati).
Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte ad uno scandalo e a una speculazione dalle dimensioni immense. La cosa che ci spinge a sospettare una situazione di assai scarsa trasparenza è il fatto che l’accordo tra Porto e Pignone per l’utilizzo di detta porzione dell’area retro portuale sia stato raggiunto a giugno del 2010, quando la società facente capo a Enrico Bogazzi e Filippo Nardi non poteva ancora avere la certezza assoluta che il contratto in corso con Area per l’affitto di quel terreno, in scadenza al 31 dicembre dello stesso anno, le sarebbe stato rinnovato fino al 2014.
Dal momento che Area è una società mista a maggioranza pubblica (Comune di Carrara 36,07%, Comune di Massa 4,36%, Provincia di Massa-Carrara 10,75%, Porto Spa 49%) occorrerebbe prendersela con coloro che guidano gli enti pubblici azionisti di tale società, visto che hanno dei rappresentanti nel suo cda.
Viene poi da domandarsi come sia stato possibile da parte di Area l’iscrizione nel bilancio 2010 di un utile di appena 43.056 euro, nettamente in diminuzione rispetto a quello precedente che è stato di euro 110.701, considerando che essa, oltre ad incorporare per fusione la controllata Sogea Srl dal 1° luglio dello stesso anno, assumendo la gestione diretta di tutte le attività che precedentemente facevano capo a quest’ultima (erogazione carburanti, affitto piazzole di sosta per camion e lavaggio degli stessi con apposito impianto), ha potuto godere di contributi regionali di 140mila euro e che era già stato firmato un contratto di subaffitto con una multinazionale americana. Possibile che a nessuno sia venuto in mente che la Porto avrebbe potuto pagare un canone di affitto molto più alto rispetto a quello versato attualmente, grazie all’accordo di sublocazione raggiunto con il Nuovo Pignone?
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