Influenza, 80 nuovi casi ogni giorno
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CON LA FEBBRE. Una paziente e accanto pronto soccorso ieri pomeriggio Centinaia di telefonate alla guardia medica, il picco questa settimana
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MASSA. Febbre alta, tosse, o mal di pancia e corse in bagno ogni 5 minuti. È lei, è arrivata: l'influenza. Oltre 400 richieste di intervento alla guardia medica dal primo gennaio e 500 persone costrette a letto, circa 80 nuovi casi al giorno. E il peggio deve ancora arrivare, il numero dei malati è destinato ad aumentare del 20% da oggi a domenica: scuole aperte, bambini che giocano e studiano fianco a fianco e virus che "saltellano" da un banco all'altro. Un andamento crescente che proseguirà fino alla metà di febbraio per poi proseguire, ma in calo, fino quasi a Pasqua. Una situazione quella provinciale in linea con la media nazionale. In soldoni, comunque, al termine dell'epidemia ventimila persone, in quel di Massa e Carrara, avranno fatto i conti con l'influenza. Tanti costretti a letto e - l'equivalenza è inevitabile - tante telefonate alla guardia medica. Telefoniamo anche noi, per saperne di più: «Chiamano in molti - ci raccontano - anche se il picco deve ancora arrivare». Ma chi chiede aiuto? «Persone di ogni tipo, non solo mamme preoccupate per i bambini o anziani, anche se - ricordano i sanitari - ci sono persone per cui è necessaria un particolare attenzione». Anziani e malati cronici in primis. Qualcuno, spaventato, taglia la testa al toro e si precipita in ospedale. Ieri al pronto soccorso c'era il mondo con dottori e infermieri costretti a girare come trottole per garantire la massima assistenza a tutti i pazienti: «Certo - si è lasciata sfuggire in fretta e furia un'infermiera - molti sono qui per l'influenza, ma il picco ancora non c'è e tanti pazienti arrivano per altri motivi, soprattutto la domenica quando non possono rivolgersi direttamente al medico di famiglia». In ogni caso, nessuna paura: «Si tratta di un'epidemia di medio livello - spiega il virologo dell'Università di Milano, Fabrizio Pregliasco - sulla scia dello scorso anno, essendo coinvolti fra l'altro gli stessi virus, quello americano ed i due australiani. C'è da dire però che un ruolo non positivo lo può giocare il ridotto numero delle persone vaccinate». La vendita del vaccino è calata del 20% anche nella nostra Provincia. Forse davanti alla crisi c'è chi ha deciso di tagliare anche sulla prevenzione, sperando quindi nella clemenza del destino. Del resto per qualcuno tutto sommato qualche giorno di influenza significa giornate al calduccio a letto, servito e riverito. Chi non si è vaccinato, ormai non può tornare sui suoi passi, può però attenersi ad alcune piccole regole. Meglio evitare luoghi affollati, coprirsi bene testa, gola e piedi. Fa bene bere molta acqua per disintossicarsi. Senza dimenticare di lavare sempre accuratamente le mani. Poi sperare che l'influenza non passi da casa nostra.
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