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Pregliasco: conti ok «Andreani vada via» pronta una mozione
Claudio Figaia
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LIMPIANTO. ErreErre in via Dorsale mai entrato in funzione e adesso in fallimento (oltre che sotto sequestro giudiziario) 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Tacciono i partiti di maggioranza a Carrara e Massa (il Partito democratico in testa ma anche Sel, i "pucciani" i "zubbaniani", socialisti e non), le opposizioni attaccano, anche se in ordine sparso. Sottolineando, fra l'altro, l'imparazzato silenzio delle forze di centrosinistra, ma scontando anche il fatto che l'indagine coinvolge anche esponenti del centrodestra. L'effetto politico dell'inchiesta su Cermec-ErreErre è - per ora - questo. Intanto, si allunga l'elenco degli indagati che si dichiara estraneo ai fatti addebitatigli dalla procura e precisa la sua posizione. L'ingegner Piero Pregliasco, direttore dei lavori (per le opere civili) per la costruzione di ErreErre è entrato nella maxi inchiesta condotta dalla sostituto Rosella Soffio con l'accusa (in concorso) di frode. Per avere - assieme ad altri indagati - realizzato opere per un importo sensibilmente inferiore a quello per cui ErreErre aveva chiesto (e ottenuto) finanziamenti regionali: 5 milioni contro 6,2. Ma il professionista carrarese ritiene di avere agito in piena correttezza. E spiega. «Il progetto, approvato dalla Provincia, prevedeva la costruzione di capannone industriale con annessa palazzina uffici e spogliatoi, per un totale di 6 milioni di euro. Poi, però, nell'affidamento dei lavori, è stata stralciata la palazzina uffici-spogliatoi (1,4 milioni) e sono state affidate le rimanenti opere civili alla ditta Fratelli Vernazza, con un contratto a corpo di 4,6 milioni più gli oneri per la sicurezza per 160mila euro». Ebbene, prosegue Pregliasco, «in qualità di direttore dei lavori delle opere civili, io ho certificato questi costi, più quelli relativi a numerosi ed importanti lavori aggiuntivi, tutti commissionati da ErreErre. L'importo finale delle opere civili eseguite dalla ditta Vernazza è stato dunque di 4.902.000 euro, così come riportato nei vari stati d'avanzamento. Non ho certificato l'esecuzione di altre opere oltre a queste e tutte le opere, di contratto ed aggiuntive, sono state riscontrate come eseguite e comunque necessarie alla funzionalità dell'impianto da un noto professionista, incaricato dalla nuova dirigenza ErreErre». Per l'ingegner Pregliasco, insomma, il costo dei lavori effettivamente realizzati è di 4,9 milioni e quello è il costo da lui correttamente certificato. Se poi qualcuno (ErreErre o altri) ha fatto in modo che, per ottenere maggiori finanziamenti risultasse una cifra superiore, beh si tratta di una questione - questo il professionista non lo dice, ma è quanto si ricava dal suo ragionamento - che non riguarda la direzione dei lavori firmata Piero Pregliasco. Ma torniamo alla politica. Stefano Benedetti (Pdl) insiste nella sua campagna contro la permanenza di Marco Andreani alla presidenza del consiglio comunale. E al suo fianco si schiera Giancarlo Casotti, già del gruppo dei "pucciani". Andreani, ricorda il consigliere dell'opposizione, è indagato per corruzione e associazione per delinquere. Dunque, di fronte a queste gravi accuse, «il sindaco e la maggioranza dovrebbero chiederne le dimissioni». A chi sostiene che Andreani dovrebbe dimettersi solo dopo un'eventuale condanna, Benedetti replica che no, lo deve fare immediatamente «in attesa che venga chiarita la sua posizione. Per una questione di opportunità politico-istituzionale e di rispetto verso i cittadini». E se il presidente targato Api non farà un passo indietro, dice ancora Benedetti, «io e il cosigliere Casotti presenteremo nel prossimo consiglio una mozione di sfiducia».
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