MICHELONI
«Diciamolo, questa è una tangentopoli consociativa»
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RIFIUTI su un camion 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Una tangentopoli apuana? Sì, secondo Cesare Micheloni, consigliere provinciale, l'inchiesta Cermec-ErreErre mostra che «la stagione di Tangentopoli non è mai tramontata». E il fatto che nello scandalo «ci sia anche il Psi con Del Freo che rappresenta Zubbani, lo conferma». Secondo l'ex esponente della LegaNord, la vicenda evidenzia come «la preoccupazione maggiore degli amministratori locali sia di mantenere i favori concessi a loro da terzi, piuttosto che garantire gli obblighi che dovrebbero svolgere verso le società partecipate». «È difficile - prosegue - non considerare che da circa 4 anni, dall'inizio dell'iter per il rilascio delle autorizzazioni per ErreErre, nessuno, a parte il sottoscritto (attraveso interrogazioni e interpellanze che solo ora trovano risposte e conferme), ha espresso dubbi, rilevato difformità e storture nelle pratiche amministrative. Atti dirigenziali e scelte dettate dalla politica, che hanno favorito la costituzione della società senza espletare i procedimenti pubblici, permessi per costruire l'impianto attraverso conferenze dei servizi con esiti non "sincronizzati", finanziamenti pubblici non regolari, gestione e fuzionamento (mai avvenuto) attraverso l'operato di dirigenti e funzionari che "legiferavano" anziché limitarsi ad ottemperare alle leggi». E in questo contesto, prosegue la sua analisi, «sono palesi le responsabilità per omissioni o mancata vigilanza, di buona parte della politica, in primis dei sindaci e del presidente Angeli, delle maggioranze e delle opposizioni di Massa, Carrara e della Provincia; ma anche della Regione, facilona nell'elargire i finanziamenti a ErreErre, e assente nel fornire spiegazioni sui finanziamenti e documenti». Micheloni, infine, attacca il centrodestra, «i cosiddetti oppositori di professione che non hanno mai sollevato la questione ErreErre, forse perchè troppo impegnati a occuparsi cuparsi dei rrifiuti bruciati dai Rom o a tessere le lodi del sindaco Zubbani (il riferimento è a Benedetti ndr.). Un silenzio fastidioso che porta a pensare che in questo territorio sia già tutto scritto in un copione dove i "registi" lasciano spazi per i ruoli degli "antagonisti" al solo scopo di mantenere un sistema trasversale e consociativo».
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