Il Tirreno

Giacò ricordato da 300 fiaccole

La fiaccolata per ricordare Andrea Giacomelli e in basso il sindaco Favini con la famiglia del consigliere ucciso
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La fiaccolata per ricordare Andrea Giacomelli e in basso il sindaco Favini con la famiglia del consigliere ucciso

Corteo per commemorare il consigliere ammazzato a colpi di pistola

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 CASTELNUOVO MAGRA. Il dolore non è passato, è ancora forte. Lo dimostrano i tanti che hanno partecipato alla fiaccolata in memoria di Andrea Giacomelli, "Giacò" per gli amici. Tanti commenti lungo il percorso.  Ricordi del 37enne consigliere comunale, barista, sportivo e tifoso accanito dea sua Juve.  Sono intervenuti un rappresentante dell'associazione nata per ricordare Andrea e il presidente della locale Pubblica Assistenza dove Andrea prestava servizio.  E l'amico fraterno di sempre, il sindaco Marzio Favini. che ha chiuso la fiaccolata partecipata da circa 300 persone, con un appello alla magistratura: «Chiedo che sia fatta giustizia, per Andrea, per la famiglia, per tutt la comunità castelnovese che ha dimostrato di non dimenticare».  E di dimenticare, proprio non se ne parla nella Piana sovrastata dalle torri medievali del centro storico abbarbicato sulla collina, ai piedi della quale, il 30 dicembre di un anno fa, Andrea venne freddato a colpi di pistola.  Un anno da quella incredibile mattina quando Andrea Giacomelli, 37enne consigliere comunale, volontario e promotore di diverse attività anche per conto dell'amministrazione, appena uscito di casa, in via Palvotrisia, per andare come sempre al suo bar, venne freddato da Antonio Silvestro, originario di Afragola.  La colpa di Andrea era quella di avere una relazione con l'ex moglie di Silvestro, Rita Castaldo. Insopportabile per l'omicida, tanto che è arrivato al gesto estremo di togliere la vita al rivale con 7 colpi di pistola: l'autopsia stabilì che le armi usate erano due, un revolver e una semiautomatica calibro 7,65.  La giustizia intanto sta facendo il suo corso, portando alla luce tutti i risvolti del delitto. Al momento in carcere si trovano il 40enne Antonio Silvestro, che si è subito addossato ogni colpa, e il 21enne Antonio Lanzano (arrestato il 16 marzo scorso con l'accusa di aver aiutato l'omicida), entrambi di Afragola.

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