Il Tirreno

Prestiti a un anziano con l'Alzheimer: condannato a 6 anni

Il giudice Cosimo Maria Ferri
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Il giudice Cosimo Maria Ferri

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CARRARA. Nell'agenzia finanziaria nel cuore di Marina avevano fatto contrarre prestiti anche a un malato di Alzheimer e a un giovane con problemi di ritardo psichico. La vicenda è finita in tribunale e si è conclusa con una pesante condanna, per circonvenzione di incapace e truffa: 6 anni di reclusione e 7800 euro di multa per Massimo Seghieri, il mediatore dell'agenzia finita sott'accusa (che si trova tutt'ora in carcere per altri motivi). Le sentenze. Il processo si è concluso con due condanne e due assoluzioni. È stata assolta, in base all'articolo 530 comma 2 (la vecchia insufficienza di prove), la moglie di Seghieri, e anch'essa mediatrice dell'agenzia d'affari, Brunella Fialdini.  Assoluzione piena, invece, perchè il fatto non sussiste, per l'82enne Tina Venturini, madre del Seghieri. Due mesi di reclusione, infine per l'ultimo imputato di questa complessa vicenda, Fabio Fialdini, fratello di Brunella.  È stata anche stabilita dal giudice una provvisionale di 3mila euro ciascuna, per le due parti civili.  Si è concluso quindi con una condanna pesante un processo che ha visto sfilare sul banco dei testimoni anche vicende umane molto delicate, che vanno dalla malattia fino ai problemi di carattere psicologico. I quattro imputati erano accusati a titolo diverso: dalla circonvenzione di incapace (contestata alla coppia Fialdini, Seghieri e a Tina Venturini) al falso, fino alla truffa. In sostanza si trattava di un gruppo di persone che agiva carpendo la fiducia delle persone, con problemi di vario tipo, spingendole poi a impelagarsi in prestiti di cui non avevano bisogno. E trattenendo parte di quelle cifre.   Prestito da 10mila euro a un malato di Alzheimer. In quell'agenzia, nel centro di Marina, facevano contrarre prestiti. E poi si tenevano parte dei finanziamenti. Questo trattamento era stato riservato anche a Romano Cortesotti, malato di Alzheimer (e deceduto nel marzo scorso) aveva contratto un prestito con l'agenzia di Marina. Un finanziamento per oltre 10 mila euro.  Non solo, come è stato ribadito dalle testimonianze in aula, alla fine sul conto corrente del pensionato, dove aveva accumulato i risparmi di una vita, non c'era più nulla. La figlia Marina si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Angiolini. Ma non ha potuto assitere alla fine del rpocesso, a cui teneva tanto, per onorare la memoria del padre. La donna, infatti, nelle settimane scorse, è rimasta vittima di un grave incidente stradale: si trova ancora ricoverata in ospedale. Ad assistere alla sentenza c'era la figlia Chiara.   Finanziamento a un giovane con problemi psichici. I mediatori dell'agenzia di Marina aveva carpito la fiducia anche di una giovane con un problema di ritardo psicologico. E lo avevano spinto a contrarre un finanziamento, di 13mila euro, che grava ancora oggi sul suo stipendio, da lavoratore inserito nell'organico di Gaia. Il fratello del giovane, Federico Dell'Amico si è costituito parte civile (il legale è Claudia Volpi) e in passato si era pure recato in ufficio con una telecamera nascosta nel bottone della giacca.  In quell'occasione Seghieri avrebbe ammesso di essere a conoscenza delle condizioni particolari del ragazzo a cui era stato fatto contrarre il prestito.  Tutte queste vicende, anche nei loro particolari più dolorosi, sono sfilate in tribunale. Il sostituto procuratore Manotti (che era titolare dell'indagine, prima di lasciare Massa Carrara per Genova) definì quel modus operandi «una ragnatela subdola a scapito dei più deboli». A.V.

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