Il Tirreno

La polemica. Il referente Stefano Giudice attacca Comune e Provincia: ci sono anche fogne a cielo aperto

Mulazzo, la rabbia del comitato

Gianluca Uberti
Stefano Giudice e immagine del dopo alluvione nelle frazioni
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Stefano Giudice e immagine del dopo alluvione nelle frazioni

«Dimenticati dopo l'alluvione: strade ancora piene di buche»

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 MULAZZO. Che cosa è stato fatto a seguito dell'alluvione del 25 ottobre scorso? Niente o quasi, almeno secondo il presidente del comitato cittadino "Per la rinascita di Mulazzo", Stefano Giudice. Infatti arrivano le prime critiche feroci da parte del comitato, rimproveri e commenti che Giudice indirizza sia alla amministrazione comunale che a quella provinciale.  «La situazione a Mulazzo e nelle sue frazioni - esordisce Giudice - è immobile, sospesa; se noi, come cittadini, speravamo di ottenere un occhio di riguardo e di maggiore sensibilità da parte delle Amministrazioni comunale e provinciale dopo l'alluvione del 25 ottobre, credere a questo, da parte nostra, ha significato, fino a ora, essere stati solamente ingenui e sognatori.  Infatti, dal giorno dell'alluvione, dopo una sommaria messa in sicurezza dei paesi ed un'altrettanto grossolana pulizia, i pochi interventi che si sono susseguiti hanno avuto la stessa frequenza delle gocce che cadono occasionalmente da un rubinetto rotto o mal chiuso.  Non c'è amore per questo territorio: la maggior parte di quel poco che si è fatto, lo si è realizzato per le richieste continue ed incessanti del comitato o dei singoli cittadini e non ricordiamo una sola iniziativa autonoma messa in pratica dalle Amministrazioni locali per alleviare le nostre difficoltà quotidiane».  «Per la rinascita di Mulazzo", quindi, passa a elencare le inadempienze nel dettaglio: «E così arriviamo a Natale con le strade cariche di buche e piene di detriti ai lati, che non consentono il minimo errore a chi sta alla guida, ed in parte sterrate, non essendo più state asfaltate; con oltre un metro e mezzo di sassi e fango che gravano ancora su alcune case abitate del territorio e non ancora liberate; con un'illuminazione che ci consente di essere nelle condizioni migliori per osservare tutta la galassia; con i rifiuti che non vengono più raccolti quotidianamente e neppure, oramai, settimanalmente; infine, a Mulazzo, con le fogne a cielo aperto, le cui riparazioni languono da settimane. Come vedete, noi non parliamo ancora - prosegue Giudice - dei grandi e futuri progetti che riempiono le bocche dei politici di professione, ma mettiamo in evidenza problemi quotidiani che possono essere risolti subito; ma se non partiamo dalle piccole cose e non riusciamo a farle bene, come potremo mai occuparci di quelle grandi?».  Perciò, il comitato cittadino chiede, con urgenza, che «i politici locali smettano di fare campagna elettorale, poiché ci sono ben altri problemi da risolvere. Chiediamo anche che, settimanalmente, ci sia un rappresentante dell'amministrazione comunale sul territorio, il quale comprenda quali siano i disagi e, nei limiti delle sue possibilità, tenti di affrontarli. Chiediamo, poi, che ci sia equità nella distribuzione degli aiuti privati, anche economici, e che ci sia trasparenza e comunicazione con la popolazione disagiata e con il comitato, per capire dove stiamo andando».  Sicuramente Mulazzo è stato uno dei Comuni più colpiti dall'alluvione del 25 ottobre, ma, secondo Giudice, «resta in coda nel programma di intervento delle Amministrazioni locali e provinciali. I cittadini e noi, come comitato, vorremmo conoscerne il perché».  Ricordiamo che ammonta a quattro milioni e 138mila euro la cifra necessaria a mettere mano a opere idrauliche, viabilità e dissesto idrogeologico nel Comune di Mulazzo. Questo il conto economico del disastro.

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