Canali nell'incuria e "tappo" al Lavello Residenti in allarme
◗
LA FOCE. Nella foto grande: detriti e sporcizia al Lavello 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Le tragedie, anche quelle che non ti coinvolgono in prima persona, lasciano il segno. Sicuramente il segno lo ha lasciato l'alluvione che il 25 ottobre ha devastato la Liguria e la Lunigiana e cancellato vite umane. Così adesso sono tanti gli occhi puntati su fiumi, fossi e canali. Tra quelli sicuramente ci sono gli occhi di Stefano Rossi. Abita a Partaccia e, a dire il vero, sui problemi idrogeologici della zona, lui la sua voce l'ha fatta sentire parecchie volte e ben prima dell'alluvione. Da anni, infatti, in quel di Partaccia, gli allagamenti sono routine. Rossi ha fatto sul serio: un vero e proprio monitoraggio della zona, con tanto di foto (ne riportiamo alcune in questa pagina) e un "occhio di riguardo" al Lavello. «Alla foce - spiega Rossi - ci sono detriti per centinaia di metri. Un vero e proprio tappo, pericolosissimo. Tutto ciò - aggiunge - in barba alle indicazioni fornite dall'ingegner Carlo Milani, nel suo progetto di fattibilità della rete idrografica, depositato lo csorso aprile, dietro commissione del Comune. Basta leggere quel documento - prosegue - per credere al grave livello di rischio di tutto il comprensorio. Gli affluenti Calatella e Bozzone e il Lavello non sono oggetto di adeguati dragaggi da anni». Rossi assicura che il problema è stato fatto presente più volte: «Tre denunce in Procura - elenca - raccomandate spedite ai vari enti (Provincia e Comune in testa), diffide formali, mail, fax. Tutto questo non ha indotto gli enti ad abbattere di fatto nemmeno una delle centinaia di opere abusive - aggiunge, quindi anche un secondo problema oltre ai detriti - presenti in quell'area e oggetto di apposito censimento. Da una parte - spiega - mancati dragaggi e enormi quantitativi di detriti nel Lavello; dall'altra centinaia di opere abusive (tombature, ponticelli in muratura, sovrappassi, ecc. ecc.) lungo i due affluenti (Calatella e Bozzone)». Non solo, il cittadino assicura di aver più volte richiesto l'accesso agli atti a Comune e Provincia «i quali oppongono dinieghi dicendo che le nostre richieste sono "generiche". In merito ho già inoltrato due apposite segnalazioni al Difensore civico». Insomma, davanti ai fossi sporchi e alle foci bloccate, i cittadini hanno paura e chiedono interventi in tempi rapidi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
