Il Tirreno

Canoni delle cave, 10 giorni alle ditte per proporre tariffe

Cinzia Carpita
Il lavoro alle cave
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Il lavoro alle cave

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CARRARA. Sono partite, come deciso dal sindaco, le ottanta lettere indirizzate ad altrettanti concessionari delle cave, per ridefinire i canoni concessori, ma per ora solo alcune imprese hanno dato risposta scritta al Comune, con proposte tariffarie. Le altre hanno avviato contatti telefonici. Il mondo del marmo, a fine anno torna in subbuglio sulla questione delle tariffe sui materiali escavati, pregiati e meno pregiati: i canoni di concessione scottano. L'accordo in vigore fra amministrazione e categorie, scade il 31 dicembre prossimo. Il Comune vuole risposte entro dieci giorni. Entro aprile, come da regolamento, dovrebbe decollare il nuovo tariffario. L'amministrazione, notificando a mano le lettere, ha dato 10 giorni di tempo a ogni ditta ditta (dal momento del ricevimento), per «formulare la propria proposta o valutazioni in merito», e c'è la disponibilità del Settore Marmo del Comune a fare incontri.  Ma non incontri collettivi, perché la concertazione con Assindustria (che è lo zoccolo duro, rispetto alle altre associazioni con imprese lapidee) dopo mesi e mesi di trattative è naufragata. In sostanza il Comune, ora vuol parlare a quattr'occhi con ogni singola impresa delle cave, trovare accordi, e in alternativa passare agli arbitrati.  Il Settore Marmo, nelle lettere spedite, ricorda di avere avviato un'analisi della produzione delle cave: proprio in base alle tipologie e alle caratteristiche merceologiche, erano state individuate fasce tariffarie (fra blocchi e scaglie), ma ora tale tariffario resta nel Limbo.  «Tale analisi - si legge nelle lettere - è propedeutica a determinare il valore unitario medio della produzione della cava, con riferimento ai prezzi di mercato per ciascuna qualità e tipologia di materiale, valore che sarà preso a riferimento per l'applicazione del canoni di concessione per il biennio 2012-2013 e del contributo di cui alla legge regionale 78/1998 per l'anno 2012».  In sostanza, dagli incontri bilaterali che partono in questi giorni, il Comune intende arrivare a un'intesa, cava per cava, per determinare il valore medio unitario della produzione dei singoli siti di escavazione.  Finora, su tre lettere di ditte, arrivate a Palazzo civico, in un paio sarebbero stati proposti canoni più bassi di quelli previsti nei calcoli comunali, e in un caso invece la tariffa richiesta dall'imprenditore sarebbe minore.  Se la maggior parte delle imprese arriveranno in breve a siglare i tariffari, gli arbitrati potrebbero essere pochissimi. Al contrario, c'è il rischio che l'iter si allunghi ulteriormente, con nuove incognite per l'iscrizione nel bilancio comunale di previsione 2012 di un gettito maggiore. Quello attuale è sui 15 milioni. Ma il Comune, parola di sindaco, ne vuole di più dal mondo delle cave. E la città attende che la telenovela delle trattative arrivi una volta per tutte a compimento. Avverrà prima delle prossime elezioni amministrative?.

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