Il presidio
Politeama, il nodo sono i tempi per la progettazione
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Il Politeama dopo il crollo interno3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Due velocità per il Politeama: da un lato, su via Roma angolo piazza Matteotti, sono partiti i lavori per la messa in sicurezza definitiva dell'ala, la ditta incaricata sta puntellando da sotto il pavimento ad altezza del piano stradale, su cui poggerà il macchinario (sostanzialmente, una sorta di robot dalle lunghe braccia) che dovrà andare a rimuovere i pezzi di cornicione ancora pericolanti. A seguire la ditta dell'ingegner Antonio Baldini curerà il monitoraggio della stabilità delle due facciate. Per l'avvio del monitoraggio si parla di fine gennaio, inizio febbraio. Ma è sul fronte della progettazione definitiva per la ristrutturazione - e agognata riapertura al pubblico - del Politeama che i problemi non mancano. L'assemblea dei proprietari della parte centrale del Politeama non è ancora stata convocata e anche se la riunione potrebbe tenersi prima di Natale, è assai improbabile che nel corso di una sola seduta venga immediatamente trovato l'accordo sul professionista a cui mettere in mano la ristrutturazione: alcuni titolari degli immobili hanno infatti già chiarito di essere disposti a bloccare tutta la discussione, nel caso in cui la Caprice (la società proprietaria di gran parte del palazzo) non dovesse accettare di accollarsi per intero le spese, cosa peraltro assai probabile, indipendentemente dal responsabile del progetto. La situazione non sembra più agevole nemmeno sul fronte di via Roma: qui, l'assemblea di condominio si è tenuta qualche giorno fa e i proprietari non sono certo sembrati ansiosi di liquidare in tempi brevi la questione. All'attenzione dell'assemblea restano ancora cinque bozze di progetto di ristrutturazione, firmate da altrettanti professionisti tutti molto quotati, tra cui anche quelli "sponsorizzati" dall'amministrazione carrarese, ovvero i professori universitari Spinelli e Sergio Lagomarsino. Secondo indiscrezioni, parte dei proprietari sarebbe tornato a porre l'accento sul capitolo dei costi: una voce non da poco, visto che la bozza di progetto dei due docenti comporterebbe una spesa di circa 4 milioni di euro per il solo intervento sull'ala di via Roma. Insomma l'assemblea di condominio anche in questo caso avrebbe deciso di prendersi tempo, chiedendo un incontro "faccia a faccia" con i due professionisti o con qualcuno del loro staff: l'obiettivo è anche quello di capire se, nel caso venga affidato loro l'incarico, Spinelli e Lagomarsino riusciranno a seguire in prima persona i lavori, o delegheranno le responsabilità a una rete di collaboratori. I tempi della discussione sembrano quindi tutt'altro che brevi, cosa che rallenta anche l'emanazione, da parte del municipio, della cosiddetta "ordinanza-omuibus", un provvedimento che dovrebbe rendere finalmente effettive le tre ordinanze emesse subito dopo il crollo dell'ala di via Roma (relative a messa in sicurezza della struttura, monitoraggio delle facciate e affidamento dei lavori di ristrutturazione). L'ordinanza è pronta, sul tavolo del sindaco. Una cosa è certa: il sindaco - o comunque un suo rappresentante - all'assemblea della parte centrale (dove anche il Comune figura fra i proprietari) cercherà di far passare l'opzione Spinelli-Lagomarsino, e non è più disponibile a ulteriori dilazioni. Il segnale dei lavori di messa in sicurezza dell'ala di via Roma è importante ma non decisivo. L'obiettivo è avere entro fine marzo un progetto definitivo (possibilmente a firma Spinelli-Lagomarsino) su cui ragionare, e intravedere così una data seppur indicativa di riapertura dello stabile.
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