Il Tirreno

Da martedì prossimo a palazzo Binelli

D'Aprés Canova più Galliani, quando la mostra raddoppia

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 CARRARA. Da martedì prossimo, a Palazzo Binelli, la bella mostra "D'Après Canova. L'800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata lo scorso giugno, sarà arricchita i alcune opere realizzate da Omar Galliani nella seconda metà degli anni Settanta e dedicate ad Antonio Canova.  L'inaugurazione si terrà martedì 20 alle ore 18, preceduta da una tavola rotonda in Accademia. L'esposizione mette in relazione i 27 gessi selezionati dalla storica gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara e realizzati dagli scultori che nell'Ottocento si sono confrontati con il magistero di Antonio Canova, oltre che con quello di Bertel Thorwaldsen (da Carlo Nicoli a Benedetto Cacciatori, da Pietro Tenerani a Luigi Bienaimè, da Carlo Finelli a Carlo Chelli fino a Ferdinando Pelliccia e Pietro Lazzerini). In analogia con i lavori contemporanei di Omar Galliani, il "fil rouge" che connette le opere è il rapporto con il grande scultore neoclassico.  Le opere di Galliani esposte, tra le quali "Inremeabilis error", "Emanazione" e "Principium individuationis", rivisitano alcuni particolari delle sculture canoviane. Apre la mostra il ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, opera che Antonio Canova dona all'Accademia nel 1810: alle sue spalle quella di Galliani, "Inreameabilis error" (1978), che presenta il disegno a parete della grande ala canoviana (dall'ala di un angelo del Monumento Funerario a Maria Cristina d'Austria) e al suolo una scaglia di marmo.  L'apertura della mostra sarà preceduta dall'inaugurazione dell'Anno Accademico. Concepita come una tavola rotonda, essa offrirà momenti di riflessione sulla attitudine culturale dell'Accademia di Belle Arti.

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