Italia
Piano strutturale di Aulla, dimezzati gli alloggi
Gianluca Uberti
Alle 20,30 il via alla discussione ma già si registra la levata di scudi del comitato Onda Rosa di Albiano
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AULLA. Rinviata tantissime volte, finalmente stasera (20,30) la variante al piano strutturale approda in consiglio: si tratta di quella già approvata dal consiglio del 14 marzo 2009 e sulla quale era intervenuta, il 16 luglio dello stesso anno, la Provincia che aveva interessato la Conferenza paritetica interistituzionale contro la variante in questione. La Conferenza paritetica interistituzionale, quindi, aveva richiesto diverse modifiche il 21 ottobre 2009 e ora quelle prescrizioni arrivano in consiglio. Scendendo nei dettagli e facendo riferimento alla relazione del dirigente all'urbanistica, Ivano Pepe, si apprende che il dimensionamento del vecchio piano strutturale, risalente al 1998, ha subìto uno sforamento, in particolare per quanto concerne i nuovi alloggi: infatti la previsione del 1998 parlava di 592 unità, mentre l'attuazione del regolamento urbanistico al 2009 ha visto l'edificazione di ben 1111 alloggi. Inoltre è emersa la permanenza di aree edificabili nel regolamento urbanistico vigente, nonostante l'attuazione del regolamento del 1999 abbia esautorato il dimensionamento del piano strutturale del 1998 per quanto concerne i volumi nuovi e sforato il dimensionamento per quanto riguarda alloggi nuovi e a recupero. Di conseguenza, da un'analisi effettuata dall'ufficio urbanistica, sono emerse aree "non attuate" con diritto edificatorio, progetti e richieste di permesso a costruire, addirittura rogiti di convenzioni urbanistiche, ma tutto si è fermato di fronte all'esaurimento delle volumetrie e alla non più disponibilità degli alloggi a causa dello sforamento del dimensionamento del piano strutturale; ma il dato più interessante è: dei 437 alloggi previsti prima che la Provincia bloccasse tutto, ne rimarranno soltanto 198 per una volumetria pari a 34mila e 586 metri cubi. Ma contro la variante già si levano le prime alzate di scudi, innanzitutto da Albiano Magra, da dove torna a farsi sentire il movimento al femminile Onda Rosa, famoso per la sua battaglia contro la ditta Costa, che cita un articolo della variante, il 55, da cui si evincerebbe «l'intenzione del Comune di mantenere la presenza e l'attività di industrie insalubri all'interno del centro abitato, a patto che le stesse siano in regola con le norme, quelle stesse che, in realtà, escludono la possibilità di tali insediamenti. Come potrebbero, infatti, delle industrie nocive non pregiudicare la salute degli abitanti?». Infine, insorge anche il capogruppo di Idee in Comune, Matteo Lupi, secondo il quale l'adozione del 2009 del piano strutturale «da ritenersi esperita con un atto nullo. Quanto da noi visionato sino a oggi, si configura come una sanatoria amministrativa sotto forma di variante all'interno dell'adeguamento alle prescrizioni della Commissione paritetica interistituzionale. È per questo che preannunciamo una battaglia dialettica durissima nel consiglio di stasera, al fine di obbligare la maggioranza a sottoporre nuovamente il piano alle osservazioni dei cittadini. Per questo e per darci man forte, chiediamo ai cittadini tutti di presenziare numerosi».
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