Il Tirreno

«Avete visto il film Scream? E poi ci ha aggredito»

Matteo Canori
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Matteo Canori

Il drammatico racconto di Matteo Canori ferito al petto e a una coscia

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 VILLAFRANCA. La voce di Matteo Canori è serena, tranquilla al telefono, mentre ripercorre quegli attimi drammatici vissuti assieme all'amico Massimiliano Ginesi. Ma anche quando ripercorre i momenti più terrificanti della vicenda, non si lascia trasportare dalla rabbia, piuttosto sono lo stupore e l'incredulità che fanno da collante alla storia.  «Ancora non riesco a credere che sia capitato, una cose inconcepibile come si sia passati dalla normalità a un gesto così carico di rabbia e rancore - afferma Canori - abbiamo portato via Luca Bertolini da un bar di Terrarossa perchè, a causa del suo comportamento, disturbava gli avventori del locale. Non avendo lui mezzi a disposizione, ci siamo offerti di riaccompagnarlo a casa, per farlo calmare. Durante il tragitto sembrava più tranquillo, scherzava e rideva, nulla poteva far pensare come sarebbe andata dopo. Poi ci siamo fermati sotto casa sua dove era salito per prendere i soldi per fare colazione; il bar poi era ancora chiuso e lui ha detto di far manovra e parcheggiare per poi attendere che il locale aprisse e poi si sarebbe arrangiato per trovare un passaggio verso la sua abitazione».  E proprio mentre stava per scendere dall'auto è scattata la molla: «Te lo ricordi Scream? - ha detto Bertolini prima di sferrare il primo colpo col coltello contro il mio petto - in principio ho pensato a un pugno, poi ho visto la lama e ho urlato a Massimiliano di scappare perchè aveva un coltello; l'istinto mi ha spinto ad aprire la portiera e lanciarmi fuori dall'auto, mentre vedevo che Massimiliano aveva difficoltà a disinserire la cintura di sicurezza. Poi un altro fendente mi ha colpito alla coscia, mancando di pochissimo l'arteria femorale. Il colpo che ho ricevuto al petto fortunatamente è stato inferto in verticale rispetto alle costole nella parte destra: una fortuna perchè se fosse stato dato in orizzontale, i danni sarebbero stati sicuramente più gravi. Se ero da solo non so come sarebbe andata a finire. Adesso spero che sia fatta giustizia, ma questo ricordo rimarrà indelebile perchè un gesto simile proprio non riesco a concepirlo, fatto con rabbia e perdipiù senza una motivazione».

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