Il Tirreno

Il punto nascita resta chiuso

Una delle proteste a difesa del punto nascite
◗
Una delle proteste a difesa del punto nascite

Il Tar respinge il ricorso, legittime le decisioni dell'Asl

3 MINUTI DI LETTURA





 PONTREMOLI. Il punto nascita di Pontremoli rimane chiuso. Lo ha deciso il Tar, respingendo il ricorso presentato da decine e decine di cittadini pontremolesi e lunigianesi. Secondo i giudici amministrativi, in sintesi, è determinante la norma che dispone la chiusura delle strutture con meno di 500 parti l'anno.  Dal punto di vista giuridico, il comitato per l'ospedale e le centinaia di ricorrenti chiedevano di annullare la determinazione del Commissario dell'Asl 1 di Massa e Carrara n. 29, del 2 febbraio scorso, relativa appunta alla chiusura del punto nascita. Fra i motivi del ricorso, in particolare, la viabilità deficitaria e le difficoltà a raggiungere il Materno-infantile a Monte Pepe di Massa. La chiusura, si ricorda, è stata determinata sia dall'esiguo numero di parti trattati nel corso dell'anno (200), ma anche in relazione al venir meno degli standard di sicurezza evidenziati dai sanitari attraverso una nota indirizzata ai responsabili della struttura nella quale avevano manifestato l'intendimento di rifiutare di prestare la propria attività se non con un ordine di servizio che li esentasse da ogni responsabilità. La chiusura - ricostruisce il Tar - è stata adottata sulla base del "Patto per la salute 2010 - 2012" siglato il 16 dicembre 2010 tra Governo, Regioni e Province autonome che, nell'individuare i requisiti minimi di sicurezza dei punti nascita presenti sul territorio nazionale, consente il mantenimento in funzione delle strutture ove vengano assistiti almeno 1000 parti all'anno, soglia derogabile in virtù di specifiche esigenze territoriali "comunque non al di sotto dei 500 parti/anno". Arriviamo quindi al 23 febbraio 2011, quando il Punto nascita di Pontremoli veniva effettivamente chiuso.  Primo firmatario del ricorso è Jacopo Maria Ferri, consigliere regionale e segretario provinciale Pdl; fra le varie motivazioni, la presunta violazione dei principi in materia di diritto alla salute, dei principi di imparzialità, e molto altro.  Ma, argomenta il Tar, il ricorso non è fondato e deve essere rigettato. Innanzitutto, secondo i giudici, non è vero che la chiusura del punto nascita di Pontremoli avrebbe dovuto essere deliberata dalla Conferenza dei sindaci nell'ambito del piano attuativo locale e non disposta, con un atto autonomo, dal Commissario dell'Asl di Massa e Carrara. Il Pal - piano attuativo locale - non è inderogabile e può essere adattato, dove le contingenze lo richiedano, ad inderogabili e straordinarie esigenze che si manifestino durante il periodo di vigenza del piano stesso. E ribadiscono: dopo l'approvazione del Pal in vigore è intervenuto il cosiddetto "Patto per la salute 2010-2012" del 3 dicembre 2009; e il commissario straordinario della Asl 1 (con i poteri del direttore generale) non poteva non tener conto di quanto rappresentato dai sanitari del punto nascite di Pontremoli che, con lettera del 20.01.2011, avevano rappresentato l'assenza nella struttura delle condizioni di sicurezza necessarie per continuare a svolgere la propria attività. Di qui la necessità di un intervento immediato. Fra l'altro, scrive ancora il Tar, i sindaci della zona «non risulta abbiano assunto alcuna iniziativa, neppure in sede giudiziaria, per contestare l'operato del commissario straordinario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web