Il presidio
I CASI PIU DISCUSSI
Dall'ex Enel a Riva dei Ronchi: nomi noti accanto a sconosciuti
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Il palazzo ex Enel 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Si chiamano fiduciarie. Sono società che si assumono l'impegno di amministrare i beni per conto terzi o di rappresentare titolari di quote azionarie o obbligazionarie. Insomma, il capitale è del signor x che è, però, "rappresentato" da una società fiduciaria e rimane, quindi, sconosciuto. E, in terra apuana, quello di Ariete non è l'unico caso in cui sono emerse, appunto, società fiduciarie. Anche se su quel caso ha puntato gli occhi la Procura, tanto da aprire un'inchiesta. Caso scottante fu quello del Palazzo ex Enel: preso in affitto dal Comune, creò non poco imbarazzo all'attuale giunta. La proprietà, per il 45%, è in mano proprio ad una società fiduciaria svizzera, il restante, invece, a noti imprenditori locali. Una fiduciaria ha fatto la sua comparsa anche a Riva dei Ronchi: detiene - almeno così era nel 2009 - una percentuale nella srl che dovrebbe costruire il mega centro alberghiero-residenziale. E non è finita: una fiduciaria è emersa nel 2006 anche in relazione all'allora nuova gestione dell'ex cava Fornace a Montignoso. In quell'anno, infatti, subentrò la Programma ambiente apuana, partecipata per il 74% dalla Programma ambiente di Prato e per il restante 26% dalla Santa Caterina di Carrara di cui il 60% era nelle mani di una fiduciaria milanese. Era «perchè - spiega Giulio Andreani, allora amministratore della Santa Caterina - ora la società è palese. I prorietari hanno usato la fiduciaria per questioni di concorrenza, ma i loro nomi (sono imprenditori parmigiani) sono sempre stati noti agli amministratori locali». Una cosa va detta: le fiduciarie non sono illegali, la legge la consente. Anche se la domanda rimane: perchè il socio sceglie l'anonimato?
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