Il Tirreno

La tassa di stazionamento avrà effetti sulla marineria dello storico sodalizio: cento barche oltre i 10 metri

Stangata in arrivo sul Club Nautico

Il presidente Emilio Cucurnia e le imbarcazioni lungo i pontili galleggianti del al Club Nautico Sotto: Dino Sodini
◗
Il presidente Emilio Cucurnia e le imbarcazioni lungo i pontili galleggianti del al Club Nautico Sotto: Dino Sodini

Il presidente: «Se qualcuno se ne va? Abbiamo investito 1,5 milioni sui nuovi pontili»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Metà delle 250 imbarcazioni ospitate dal Club Nautico dovranno pagare la tassa statale di stazionamento. Fra quelle a motore e quelle a vela, dei 700 soci del club presieduto da Emilio Cucurnia, almeno un centinaio superano i 10 metri di lunghezza: subiranno la manovra Monti. Facciamo qualche sempio: la tariffa per un posto barca al Club Nautico di Marina per un natante dai 10 agli 11 metri è di 2.930 euro l'anno. E un "12 metri" paga 3.360 euro (le tariffe salgono di metro in metro).  Secondo la manovra del governo Monti per le barche dai 10 ai 12 metri la tassa che scatterà dal nuovo anno sarà di 1.850 euro se si tratta di imbarcazioni nuove a motore, e se sono a vela gli euro arrivano a 950. Sconti su natanti più vecchi.  Le cifre della tassa aumentano con l'aumentare delle lunghezze dei natanti. Il trend vale anche per il tariffario del Club Nautico: che arriva a 8.100 euro per yacht da 19 a 20 metri, che rientrano nella fascia (17-24 mt.) che secondo il governo pagherà dai 5mila ai 10mila euro circa a seconda che riguardi un'imbarcazione (nuova) a vela oppure a motore.  «La maggior parte delle barche qui, - dice Cucurnia - arriva a dodici metri. Poche sono sui 15 metri o più. Il 60% dei nostri soci sono locali, il 40% proviene dal resto della Toscana, dall'Emilia, da Lombardia, Veneto». Ma gli effetti della stangata statale non sono ancora stati ben soppesati dall'ambiente marinaro. «A gennaio, quando spediremo gli importi per l'affitto dei posti barca, considerando che poi i proprietari delle barche dovranno aggiungere la spesa della tassa statale, allora vedremo le reazioni. Forse qualcuno deciderà di vendere la barca». O di "posteggiarla" all'estero? «Su questo ci credo meno - dice Cucurnia - perchè se lo potrebbe permettere chi ha yacht da venti metri in su, che noi non ospitiamo». E trasferire la barca in altri porticcioli? «Noi pratichiamo tariffe minori che altrove, mediamente inferiori del 40-50%».  Allora, chiediamo, potrebbero arrivare nuovi clienti a compensare gli eventuali esodi? «Difficile: abbiamo già una lista di attesa di 150 persone che vogliono portare la loro imbarcazione qui».  Insomma, sebbene si dica che chi ha la barca abbia anche possibilità economiche tali da poter sopportare la tassa statale, le reazioni del territorio sono tutte da scoprire.  Le preoccupazioni per ora, le esprime solo il presidente Cucurania, al pensiero che potrebbe calare in futuro il numero di posti barca occupati, e quindi pagati. Il Club Nautico, - spiega - deve far fronte alle ingenti spese, «circa un milione e mezzo», sostenute nel 2010 allo scopo di rinnovare e ammodernare la rete di pontili galleggianti. «Abbiamo fatto un leasing, e finora abbiamo pagato circa 400mila euro: l'acconto iniziale più una ventina di rate mensili che sono in tutto 144. Ce ne avremo per altri dieci anni. Noi siamo un sodalizio sportivo, senza fini di lucro. Dopo l'alluvione abbiamo anche accolto gratuitamente le barche scampate alla piena del Magra. Ora stimao a vedere cosa ci porterà il 2012. Qualcuno venderà la barca? E a che prezzo vista la crisi economica? Insomma, il governo ci ha già fatto versare lacrime, ora vuole anche il sangue?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino