La bella storia umana e professionale di un giovane ingegnere
Da stopper della Polisportiva Avenza a top manager di Aston Martin
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Marco Codega, a 32 anni è già top manager di Aston Martin 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Non solo "bamboccioni" e non solo (presunti) assenteisti. Ecco la bella storia umana e professionale di un giovane ingegnere, ex stopper della Polisportiva Avenza juniores, diventato top manager di Aston Martin a soli 32 anni. È la storia di Marco Codega, che di sè stesso racconta: «Sono cresciuto ad Avenza: ex stopper della polisportiva Avenza, ho avuto la fortuna di poter studiare Ingegneria Gestionale vecchio ordinamento. Tramite inserzioni su internet, ed un processo selettivo, ho avuto l'opportunità nel 2007 di fare un master a Madrid, pagato da Thyssenkrupp elevator Seame, per la quale ho poi lavorato. Successivamente sono passato, sempre tramite processo selettivo privo di raccomandazione, in Fiat. Dopo aver fatto l'ingegnere responsabile di modello per la Nuova Lancia Y (da poco sul mercato), sono divenuto nel gruppo Fiat il più giovane area manager commerciale, a 29 anni, operando nel marchio Lancia. In totale, sono stato in Fiat 3 anni. L'anno scorso, di questi tempi, ho letto sul Corriere della Sera un annuncio per la posizione aperta di Responsabile per il mercato Italia, pubblicato da Aston Martin: la mitica casa di auto di lusso inglese. Dopo tre colloqui e dopo aver vinto la "concorrenza" di decine di professionisti da tutta Europa, sono stato selezionato per il ruolo: a 31 anni, sono divenuto European Operations Manager Italy per Aston Martin Lagonda of Europe». Davvero un'ottima posizione: è il più giovane tra i colleghi nell'ufficio di Francoforte, dove Aston Martin ha sede in Europa. Insomma, il direttore Mercato Italia per Aston Martin, azienda inglese produttrice di auto di lusso, il "coolest brand in the world", è un nostro concittadino di Avenza. Aggiunge: «Dopo anni di "studia che poi si raccoglieranno i frutti", finalmente posso cominciare a provare la soddisfazione per aver trovato una posizione da solo. Spero che questa mia storia possa dare un segnale di speranza e di fiducia a tanti ragazzi e ragazze: insomma, con la volontà e l'impegno è possibile ottenere risultati». Ex allievo del liceo scientifico Marconi - sezione sperimentale Informatica e Fisica - dal 93 al 98, sezione F, Marco Codega ricorda con piacere Giuseppe Ghelardini, professore di Fisica: «Un vero professore, anche maestro di vita, obiettivo ed imparziale, amante del proprio ruolo di educatore». Domanda d'obbligo: nei rapporti internazionali, ha avuto un peso la "carrarinità"? «Non avere presunzione, avere umiltà e capacità di ascoltare, ma soprattutto coraggio e determinazione quando serve: questo lo trovo "carrarino". Essere socievoli, tendenzialmente amichevoli può sì anche portare alcune persone ad avere atteggiamenti superbi nei nostri confronti. Questo può accadere in alcune ambiti lavorativi di alcune grandi aziende, dove si possono incontrare colleghi e capi che possono avere atteggiamenti arroganti, con l'intenzione sbagliata di metterci in soggezione: in questo caso, è necessario tirare fuori il carattere». E vista da fuori - anche se nei weekend torna sempre qui a casa - com'è Carrara? «Non devo essere io a dirlo che le potenzialità sono enormi. Il marmo è risorsa naturale unica, pregiata, conosciuta veramente in tutto il mondo: dovrebbe essere una fonte di ricchezza pro capite medio alta per i carraresi. Credo che basterebbe più coesione tra concittadini, ingegno, metodo, coscienza della potenzialità nelle nostre mani. Non solo, c'è anche la possibilità unica di commercializzare via mare, avendo un porto nostro a disposizione. Una posizione geografica e clima eccellenti, insomma potremmo sia sviluppare il turismo che l'economia. Viste la potenzialità inespressa che caratterizza il nostro territorio e le opportunità che esso potrebbe offrire, rimane una grande amarezza. Auspico per i giovani che anche da noi ci siano presto i presupposti per un miglioramento delle opportunità di lavoro». M.B.
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