Muore dopo la nascita, medico indagato
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La sede della Procura Il bimbo era stato trasferito d'urgenza a Pisa, ma non ce l'ha fatta
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MASSA. Una storia triste, quella di una mamma che ha perso il suo bambino, pochi giorni dopo averlo consegnato alla vita. Storia triste che emerge pochi giorni dopo un altro doloroso racconto, quello di una giovane madre che perde il suo piccolo quando è ancora nel grembo. Ma questa volta (la storia in realtà è precedente a quella della morte in grembo) il bimbo ce la fa ad aprire gli occhietti e ad emettere il primo vagito. Nasce, però, qualcosa non va: secondo i medici ha inalato liquido amniotico. Viene traferito d'urgenza a Pisa e pochi giorni dopo muore. Un dolore fortissimo per mamma e papà; passa un mese e i due genitori, superata la fase dell'emozione più coinvolgente, sporgono denuncia, puntano il dito sulle cure ricevuto al repaarto materno infantile di Massa. La denuncia finisce sulla scrivania della Procura che apre un fascicolo. E se quello per il piccolino morto nel pancione è per lesioni colpose alla madre (perchè il bambino non era ancora venuto alla luce), per il neonato che ha perso la vita poco dopo averla assaporata l'accusa è omicidio colposo. La denuncia arriva ad un mese dalla tragedia, l'autopsia non è possibile e gli inquirenti si affidano alla consulenza di esperti. E un medico sarebbe già stato iscritto nel registro degli indagati. Una storia triste e delicata su cui riteniamo corretto raccogliere anche il parere dell'azienda sanitaria. A nome dell'Asl parla il dottor Paolo Migliorini, direttore del materno infantile, un reparto che gode in città e, non solo, di grande stima. Spiega che «il bambino è stato trasferito a Pisa (inizialmente alcune voci sostenevano che a Pisa fosse avvenuta la nascita ndr) perchè aveva inalato liquido amniotico all'interno dell'utero. È morto pochi giorni dopo». Ma il medico sottolinea che «è stata riunita la commissione grandi rischi, attivita in caso di eventi di questo tipo. Sono stati coinvolti, oltre al medico di famiglia della donna, anche esperti importanti e hanno escluso responsabilità di tipo ginecologico. La donna - aggiunge il dottor Migliorini - non si era affidata ad un ginecologo, non era mai stata seguita da uno specialista». Poi il medico fa alcune precisazioni anche su quanto riportato in una lettera pubblicata dal nostro giornale qualche giorno fa. Il tema era proprio il parto, l'autore spiegava che il reparto massese ha la tendenza a procrastinare la data della nascita. Su questo il dottor Migliorini interviene con chiarezza: «Applichiamo protocolli e adottiamo procedure che sono le stesse in tutto il mondo occidetale. E quelle procedure - sottolinea - sono fondate su evidenze scientifiche codificate. A quelle ci atteniamo». Saranno i magistrati a fare luce sulle vicende e ad accertare se esistano reponsabilità o se si tratti solo di morti dettate da un destino tragico. C.S.
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