Il Tirreno

Ladri al circolo Sfinge-Juventus Club

M.B.
Le slot distrutte dai ladri
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Le slot distrutte dai ladri

Cambiamonete portato via di peso, scassinate anche due slot Bottino di cinquemila euro, sfondate la saracinesca e la porta a vetri

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 MARINA DI CARRARA. Ladri in azione la scorsa notte al circolo Endas La Sfinge - Juventus Club, in piazza Nazioni Unite a Marina.  Secondo una prima ricostruzione, i malviventi hanno tagliato la saracinesca e sfondato il vetro della porta secondaria; un'azione portata avanti nel pieno della notte e con un metodo evidentemente da professionisti, visto che gli inquilini del palazzo non hanno sentito nulla.  Una volta dentro - la portavetrata era antisfondamento, quindi è sicuramente occorso un po' di tempo - i malviventi hanno preso di peso e rubato il cambiamonete, che è stato portato via e trovato poi nella pineta nei pressi del distributore davanti al Club Nautico, poco distante dal circolo, da una operatrice ecologica.  Inoltre, i ladri hanno spaccato le due macchinette slot-machine, in complesso fra cambiamonete e slot hanno rubato irca cinquemila euro di contanti. Cifra che si aggiunge ai danni provocati, sia alla porta che alla saracinesca del locale.  I malviventi hanno preso anche gli spiccioli della cassa; considerando il peso del cambiamonete trascinato via, ad agire sarebbero stati almeno in due dentro il locale, e forse anche un palo all'esterno.  Fin dalla prima mattina, quando il personale del circolo è arrivato e ha scoperto il furto con danneggiamento, sono state allertate le forze dell'ordine. Il sopralluogo è stato effettuato dalla polizia, a cui poi i titolari del circolo - Juventus Club hanno presentato denunciati. Giuseppe Beretti è vicepresidente del circolo Endas, presidente è Orietta Torlai  «Sono dieci anni che siamo aperti - hanno dichiarato i titolari - nei primi mesi avevamo subìto due furti, nel 2001 e 2002, e adesso, a distanza di quasi dieci anni, questo altro colpo con grosso danno. Pensiamo di mettere le telecamere, come deterrente, altrimenti non possiamo andare avanti».

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